di Chia.Fa.
Era una domenica di sette anni fa quando una tremenda esplosione terrorizzò una delle zone più popolose dello Spoletino. Quasi cinquantamila bombe deflagrarono in uno dei magazzini dello Stabilimento militare di munizionamento (Smmt) di Baiano di Spoleto. Una tragedia sfiorata sulla quale giovedì si è aperto il processo a carico di cinque persone ma su cui aleggia la pesante ombra della prescrizione.
L’accusa è di disastro colposo Tre miliari e due civili che all’epoca dei fatti ricoprivano incarichi di responsabilità all’interno del sito militare di Baiano. Nel dettaglio si tratta del colonnello Gennaro Menna direttore dello Smmt, del capitano ingegnere Fabio Cherubini caposervizio alle lavorazioni, del maresciallo Antonio Saputo (responsabile delle scorte e dei magazzini), dell’ingegnere Francesco Anelli e del responsabile del munizionamento Giuseppe Bordoni. Per loro l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Mara Pucci, è di disastro colposo e lesione.
L’esplosione alla «Riservetta 73» La Procura, al termine delle indagini preliminari, ha rilevato la presenza di esplosivi tra loro incompatibili stoccati in un magazzino, la «Riservetta 73», tecnicamente non idoneo ad ospitare proiettili per cannoni e detonatori, corpi bomba e bombe complete. Elementi che, però, non avrebbero dato di per sé origine all’esplosione né tanto meno ne avrebbero facilitato lo sviluppo.
La prossima udienza è stata fissata per il 28 di giugno giorno in cui saranno ascoltati una decina di testimoni, i primi di un elenco che supera il centinaio. Ad assistere gli imputati sono gli avvocati Vivaldo Pompili, Michele Faustini, Pasquale Bartolo, Giuseppe Sforza, Cesare Augusto Mazzoli, Giancarlo Pastorelli, David Brunelli.


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