di C.F.
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«Piove dentro la Casa Romana, il museo del Ducato resterà chiuso nel giorno dell’Immacolata e domenica alla Rocca c’è una visita ai camminamenti (normalmente non accessibili, ndr) ma nessuno ne sa niente». Vigila e inviata con forza a migliorare le modalità di gestione dei musei, il consigliere comunale Giampaolo Emili (lista Due Mondi) che entra a gamba tesa sul ponte dell’Immacolata, mettendo in luce tutta una serie di pesanti criticità per una città turistica del calibro di Spoleto.
Piove nella Casa Romana, Emili: «A rischio i mosaici» In particolare, la denuncia più pesante arriva sulla Casa Romana del I secolo, scoperta da Giuseppe Sordini nel 1885 e scavata tra la fine dell’Ottocento e il 1914, che si ipotizza appartenesse a un personaggio economicamente e socialmente rilevante di Spoleto, forse Vespasia Polla, madre dell’imperatore Vespasiano. All’interno del museo, tra i più apprezzati dai turisti, cola copiosamente acqua: «Sono a rischio i preziosi mosaici – è l’allarme suonato da Emili – e l’acqua sta danneggiando tutta la struttura, non sono chiare le cause dell’infiltrazione – spiega il consigliere d’opposizione – ma c’è chi ipotizza che non siano stati fatti a regola d’arte i lavori di rifacimento del sovrastante piazzale (quello del municipio, ndr), ma il problema esiste e non è di poco conto».
Visita fantasma alla Rocca e museo del Ducato chiuso per l’Immacolata Ma non è tutto. Emili è fortemente critico anche sulla chiusura del Museo del Ducato nel giorno dell’Immacolata «se non teniamo aperti questi siti durante i ponti delle festività – si domanda – quando pensiamo di farlo?». Sulla rara visita organizzata dalla Soprintendenza in occasione della Giornata nazionale dell’archeologia in luoghi generalmente non accessibili della Rocca, poi, il consigliere ci va giù duro. «La visita è programmata per domenica ed è su prenotazione, ma praticamente tutti lo hanno scoperto soltanto sabato, compreso io – racconta – che ho provato a chiamare per avere informazioni ricevendone soltanto di frammentarie e vaghe, alla fine ho dovuto lasciare il mio numero di telefono». Emergenze e criticità, queste, su cui Emili invita gli amministratori a una riflessione.
