di C.F.
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Prima i calci e i pugni poi, dopo la separazione, le minacce di morte e gli insulti che arrivavano telefonicamente, giorno e notte senza sosta. È stato condannato dal giudice Roberto Laudenzi a un anno e dieci mesi e al pagamento di un risarcimento di 120 mila euro, il marito 60enne che per quasi 30 anni, tanto è durato il matrimonio, ha maltrattato la moglie vittima di continue aggressioni fisiche e verbali.
Botte e minacce di morte A rappresentare l’accusa il pubblico ministero Fernanda Cherubini che ha ricostruito passo dopo passo i brutali comportamenti dell’uomo che all’inizio del 2006, almeno in un paio di occasioni, ha costretto la donna a ricorrere alla cure dei sanitari. Non solo. Dopo la separazione il sessantenne, assistito dagli avvocati Giuseppina Antonella Poto e Lino Ciaccio, ha chiamato centinaia di volte a casa dei suoceri o direttamente sul cellulare della donna insultandola e arrivando quasi regolarmente a minacciarla di morte e augurarle ogni male.
Condanna Un incubo quotidiano che neanche la separazione chiesta coraggiosamente dalla donna, vissuta per 27 anni in un clima di terrore fatto anche di limitazioni alla propria libertà e gelosie morbose, è riuscita a frenare. Oggi, però, in tribunale il giudice ha pronunciato la sentenza di condanna, un anno e dieci mesi, individuando in 120 mila euro il risarcimento che l’uomo dovrà versare alla ex moglie.
