di C.F.
Lo chiamano Bernardino il terrore spoletino. Sì, perché per dieci anni abbondanti Bernardino, 52 anni nato e cresciuto a Spoleto, ha seminato il panico un po’ ovunque. Basti dire che l’anno scorso in commissariato sono stati obbligati a dedicargli un secondo faldone, nel primo non entrava più neanche un foglio di carta.
Botte al padre, ai vicini, agli automobilisti Bernardino è conosciuto come un prepotente senza regole, sempre pronto ad usare violenza per ottenere ciò che vuole. Anni fa per soldi, una manciata di euro, picchiò selvaggiamente il padre anziano. In più episodi è arrivato a massacrare di botte vicini di casa solo per vedersi lasciato libero il parcheggio più comodo della palazzina. In un’occasione puntl il coltello al collo del dirimpettaio. Ma le brutalità di Bernardino sono andate oltre le mura domestiche e il quartiere. In commissariato ricordano ancora con sgomento la volta in cui pestò brutalmente un’automobilista colpevole di non avergli dato la precedenza e averlo costretto ad una brusca manovra. Ma questi sono solo alcuni degli oltre venti episodi che portano la firma di «Bernardino il terrore spoletino».
Sorveglianza speciale per 2 anni Fatti che nel corso degli ultimi dieci anni, oltre ad assicurargli una collezione abbondante di denunce, lo hanno visto protagonista di diversi procedimenti penali. Nei giorni scorsi, però, considerando la condotta del 52enne, evidentemente immutata, il commissariato di Spoleto, guidato dal vicequestore aggiunto Francesca Peppicelli, ha segnalato alla Questura il soggetto. Da qui la decisione del tribunale di accogliere la proposta della applicazione della misura di prevenzione, la sorveglianza speciale per 24 mesi, che intima all’uomo di mettersi alla ricerca di un lavoro stabile, di non associarsi abitualmente con delinquenti, di non uscire di casa dalle 22 alle 6 e di recarsi al commissariato di zona a Roma due volte la settimana. Sì, perché da qualche tempo Bernardino il terrore spoletino si è trasferito nella capitale.


La dimostrazione che fino ad ora si è trovato difronte solo un massa di pecoroni invigliacchiti (forze dell’ordine incluse), con un certo modo di fare in una città come Napoli sarebbe finito in un cassonetto della spazzatura.