Il Comune di Spoleto (foto U24)

Cartelle pazze, è colpa del sistema informatico. Ultimati ormai dalla scorsa settimana i controlli sugli avvisi di pagamento Tari errati, complessivamente 1.376, e spediti nuovamente agli altrettanti contribuenti i nuovi modelli F24 con gli importi corretti, gli uffici del Comune di Spoleto hanno avviare una serie di verifiche per individuare la causa dell’errore.

Cartelle pazze Tari Stando a una nota di Palazzo, l’analisi della banca dati ha svelato per tutte le posizione contributive coinvolte nel pasticcio «la stessa tipologia di errore, cioè una duplice applicazione della quota variabile della tariffa, determinatasi dal mancato abbinamento, da parte della procedura gestionale, dei due oggetti di tassazione relativi rispettivamente all’utenza domestica e alla sua pertinenza, a causa di una non corretta categoria catastale di quest’ultima»

L’errore In particolare, le pertinenze di un’abitazione vengono considerate tali solo se classificate nelle categorie catastali C2 (magazzino) e C6 (autorimessa), dato quest’ultimo assolutamente ininfluente per il calcolo della vecchia tassa sui rifiuti Tarsu, ma fondamentale per un corretto conteggio del nuovo tributo Tari. «Ulteriori controlli – specifica la nota del Comune di Spoleto – hanno permesso di verificare che in tutti i casi la categoria catastale delle pertinenze, correttamente inserita dall’ufficio, è stata alterata durante il processo di migrazione del database dalla vecchia alla nuova procedura gestionale, effettuata a fine 2009.»

«Non succederà mai più» Da qui il pasticcio su cui torna a chiedere venia il sindaco Fabrizio Cardarelli: «Ci scusiamo nuovamente per i disagi arrecati ai cittadini – si legge nella nota – il lavoro di verifica che gli uffici hanno svolto in queste settimane ha permesso di risalire alle cause che sono state all’origine degli errori. Garantiamo fin d’ora che proseguiremo nelle attività di controllo affinché problematiche di questo genere non si verifichino più». La scadenza per il pagamento della Tari è stata prorogata al 15 dicembre.

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