di C.F.
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Sette ore di consiglio comunale, il riconoscimento di un debito fuori di bilancio, quello verso Vus per 457 mila euro, e il via libera a maggioranza del previsionale 2014. È passato con 13 voti favorevoli espressi dai banchi di Rinnovamento e Spoleto popolare e 7 contrari arrivati da Pd e M5s, mentre Alessandro Cretoni (Pdl) e Giampaolo Emili (lista Due Mondi) hanno preferito abbandonare l’aula, il documento economico proposto dalla giunta guidata dal sindaco Fabrizio Cardarelli che, partendo dai conti ereditati dalla precedente amministrazione e compiendo tagli e aggiustamenti, ha definito la manovra economica.
Riconoscimento debito fuori bilancio Vus Poco prima delle 10 la discussione si è aperta sul riconoscimento del debito fuori bilancio verso Vus, inizialmente di circa 750 mila euro e poi rinegoziato a 457 mila in virtù del mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. La voce di spesa, relativa a una fattura del 2012, è stata inserita nel previsionale, ma come già emerso in prima commissione per l’assessore al bilancio Agnese Pula si ha a che fare con debito fuori bilancio e non di una sopravvenienza passiva come sostenuto dal dirigente finanziario ad interim fino a martedì 30 settembre, Stefania Nichinonni. Da qui l’iter più complesso previsto dal Tuel con la delibera urgente adottata dalla giunta, i pareri favorevoli del collegio dei revisori e del segretario generale Mario Ruggieri e, infine, il via libera del consiglio con 14 voti favorevoli (Rinnovamento e Spoleto Popolare), 2 astenuti (Pdl e Due Mondi) e 7 contrari (Pd e M5s).
PIANO TRIENNALE DELLE ALIENAZIONI
Contenziosi per 2.5 mln in corso In aula è poi arrivato un emendamento dell’assessore Pula che ha richiesto e ottenuto l’eliminazione di una posta da 30 mila euro, anche questa risalente al 2012, relativa ai costi di progettazione del nuovo asilo nido, opera poi archiviata nel 2013. «Non aveva la copertura finanziaria – ha spiegato all’aula Pula – faremo delle verifiche e poi seguiremo la procedura adottata con Vus, sottoponendo al consiglio comunale il riconoscimento del debito fuori bilancio». Analogo iter caratterizzerà anche le iscrizioni in bilancio, una volta che i contenziosi saranno risolti, per oltre 2.5 milioni di euro, questa la cifra di cui si parla, ancora in ballo con Umbria mobilità (quasi un milione) e col professionista da anni in attesa di riscuotere parcelle (1.5 milioni).
Dai revisori ok a maggioranza Criticità, queste, che unitamente al passivo di alcune società partecipate ‘minori’ dal Comune e alla dubbia realizzabilità di una serie di riscossione di credito, hanno spinto la presidente dei revisori Ada Pompili a esprimere parere negativo sul previsionale 2014, come già capitato per il riaccertamento straordinario e il previsionale 2013. Tuttavia, gli altri due componenti, Paolo Burini e Michele Antonini, si sono pronunciati favorevolmente, motivo per cui il parere dell’organismo è risultato positivo a maggioranza.
Rossi (Pd) evoca il commissariamento Dai banchi di Pdl, M5s e Due Mondi è stata contestata la veridicità dei conti con Cretoni (Pdl) che ha parlato di «un passato che continua a ripetersi», mentre da quelli del Pd è stata stigmatizzato il mancato riaccertamento dei residui attivi e passivi «promesso in campagna elettorale», con Dante Andrea Rossi che ha evocato il commissariamento: «I conti che avete ereditato sono corretti oppure non lo sono, si deve avere il coraggio – ha affermato – di prendere una posizione e se si ritiene che non siano veritieri lasciare il posto a un commissario».
Cardarelli: «Non nasconderemo nulla» Da qui la replica del sindaco Cardarelli «Sento parlare di commissariamento che fino a qualche mese fa il Pd considerava una bestemmia, noi non abbiamo niente da nascondere, né da promettere, tanto che restiamo determinati a fare chiarezza sui conti dell’Ente e a parteciparli alla cittadinanza nell’ambito di una serie di incontri». Cardarelli ha poi affermato che rinuncerebbe volentieri alla vendita dei terreni di Giano (3.8 milioni di euro), con cui si intende coprire parte del disavanzo di parte capitale, e in questo senso ha richiesto stime puntuali, e «non a sensazione come fatto finora», delle proprietà dell’Ente con l’obiettivo di verificare la possibilità di dismissioni alternative.
