Il consiglio comunale (foto U24)

di Chia.Fa.

Cinque minuti. Tanto è durato il consiglio comunale di lunedì pomeriggio che, dopo avere proceduto, grazie ai tre voti del Pdl, all’approvazione di alcune pratiche relative alla modifica del vincolo di classificazione degli edifici storici, è stato sospeso per mancanza del numero legale. Cruciale per la maggioranza, che può contare su appena 16 voti, sindaco compreso, l’assenza del consigliere democratico Domenico Montesi. Le opposizioni, a cui a questo punto si è unito anche il Pdl, hanno quindi abbandonato l’aula facendo saltare la seduta. Furioso il gruppo Pd che in una nota parla di comportamento «scorretto e irrispettoso». Ma dalle opposizioni rispondono in coro: «Non avete i numeri per governare».

La stampella del Pdl sui casali Le tre pratiche al primo punto dell’ordine del giorno hanno ottenuto il via libera della massima assiste cittadina grazie alla sponda politica trovata tra i banchi del Pdl che, prima, ha risposto all’appello in aula, graziando insolitamente la maggioranza ferma a 15 consiglieri e quindi senza numeri, per poi votare inseme a democratici e socialisti le modifiche del vincolo di classificazione degli edifici storici. Inutile dire che la scelta di campo del Pdl ha suscitato perplessità e fastidio tra le fila delle altre opposizioni.

Opposizioni fuori dall’aula, Pdl compreso Un comportamento, quello dei tre consiglieri in quota Pdl, che non si è ripetuto al momento della discussione del secondo punto all’ordine del giorno. Carlo Petrini, David Militoni e Alessandro Cretoni si sono, quindi, uniti ai colleghi di Rinnovamento, Terzo polo, Gruppo misto e 5 stelle che a pochi minuti dall’apertura dei lavori hanno abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale.

Pd furioso Una decisione politica che, neanche a dirlo, non è affatto piaciuta ai democratici. In una nota stampa inviata nel tardo pomeriggio di lunedì il gruppo Pd parla di «atteggiamento politicamente scorretto che impedisce la discussione su temi che invece richiederebbero maggiore attenzione e senso di responsabilità». Ma dalle opposizioni si alza, senza mezzi termini, il solito ritornello: «Ecco la dimostrazione che è sufficiente un raffreddore tra le fila della maggioranza e la coalizione non ha i numeri per governare». Ergo: spazio per gli sconti, pratiche su edifici storici a parte, non sembra essercene.

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