di Chiara Fabrizi
Pressa l’amministrazione, suggerisce formule e cerca di placare le polemiche. Sul futuro della mobilità alternativa, praticamente ultimata, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini non conosce tentennamenti e, soprattutto, vuole al più presto risultati tangibili per quei 60 milioni di euro investiti a Spoleto. «Auto in centro storico non ne devono più circolare – spiega categorico – i cittadini dovranno pagare per fruire degli impianti, mentre ai commercianti chiedo fiducia: tutte le esperienze di questo tipo, sia italiane che europee, hanno assicurato vantaggi importanti anche alla loro categoria».
Clini:«Modello Spoleto attuale e replicabile» Prende di petto tutto e tutti, spiegando, chiarendo e abbozzando percorsi. Del resto al progetto crede da anni, prima di diventare ministro è stato a lungo direttore generale del dicastero e in quella veste ha seguito passo passo l’iter che ha portato alla realizzazione dei tre percorsi meccanizzati, in buona parte, quindi, una sua creatura. «Premetto subito – ha esordito alla Rocca raggiunta con scale mobili e ascensori – che il modello Spoleto è estremamente attuale e quindi replicabile, riduce l’inquinamento, protegge e valorizza il patrimonio storico e ambientale, sposando linee di sviluppo urbano sostenibile, ma c’è molto da lavorare».
Clini: «Fuori le auto dal centro e pedaggio per scale mobili» A cominciare dalla Ztl. «Il centro va al più presto liberato delle auto – ha ammonito – gli amministratori hanno gli strumenti per centrare l’obiettivo e a loro spetta il compito di individuare la formula migliore». Come a dire, basta tergiversare, è arrivato il momento di tirare fuori idee e coraggio, a voi oneri e onori. Ma una sua ricetta l’ha voluta lasciare scegliendo il capitolo più delicato, quello dei costi di funzionamento: «Spoleto è un bene raro e come tutti i beni rari costa, per questo va subito definita una tariffa integrata che al prezzo dei parcheggi di struttura aggiunga un contributo per la fruizione degli impianti».
Rometti: «Destinate risorse a sistemi di mobilità alternativa» E qui la sua l’ha voluta dire anche l’assessore regionale Silvano Rometti: «La Regione ha destinato risorse al mantenimento di questi impianti e andremo in pressing su Roma affinché il governo si decida a sostenere, oltre al trasporto su gomma e su ferro, anche le mobilità alternative». Il ministro non replica, incassa e va avanti cercando di spazzare via le ombre che da mesi si allungano su scale mobili, ascensori e tapis roulant. «Ho sentito dire che gli impianti sarebbero sovradimensionati, ma c’è da capire che la mobilità alternativa non è lo specchio della dimensione urbana della città, queste strutture si realizzano sulla potenziale valorizzazione dei luoghi, che va ben oltre l’estensione territoriale e demografica».
La protesta dei commercianti Clini non si è tirato indietro neanche sulla protesta dei commercianti del centro che venerdì mattina hanno esposto nelle proprie vetrine cartelli listati a lutto in cui si leggeva, tra le altre, «Ministro, benvenuto nella nuova Pompei, bella ma priva di vita», ricordando lo spopolamento dei residenti, le numerose chiusure di negozi e pure la sensibile diminuzione di turisti. «L’emorragia del centro – è stata la precisazione – non dipende dalla Ztl o dai pochi parcheggi, serve un cambio di passo nelle abitudini, vanno dimenticati i centri commerciali, bisogna tornare a vivere le vie e le piazze, godendo dell’unico patrimonio e anche qui spetta agli amministratori sollecitarlo, se si riuscirà a far salire il livello della qualità della vita in centro i residenti state sicuri che torneranno».
Benedetti: «Entro 2013 Ztl in tutto il centro» Dal canto suo il sindaco Daniele Benedetti, cercato indirettamente più volte dal ministro, ha spiegato: «Entro la fine del 2013 la Ztl sarà estesa a tutto il centro storico – ha assicurato il primo cittadino a Clini – contestualmente attiveremo con le associazioni di categoria e gli istituti di credito la Conferenza dei servizi immateriali al termine del quale andrà sottoscritto il ‘Contratto di città’ che vincolerà le parti all’osservanza degli impegni assunti e una task force di esperti (un urbanista, due ingegneri, un sociologo, un economista e un esperto in comunicazione, ndr) sarà a breve incaricata di redigere un Piano urbano per la mobilità». L’obiettivo è pedonalizzare l’intera acropoli. «Al momento – ha proseguito Benedetti – il risultato è
stato centrato su 13.3 ettari di acropoli, con la consegna della Posterna si salirà a 31.3, l’ultima tappa deriverà dal Contratto di città e ci dovrà portare a quota 60 ettari, vale a dire l’intera estensione del centro storico».
La consegna della Posterna slitta ancora Un miraggio per molti, ma dalla stretta e dal modello di sviluppo che la Mobilità alternativa ha consegnato alla città non si scappa. Specie una volta chiuso il cerchio dell’intero sistema con l’ultimazione dei lavori e il collaudo dello stralcio portante, quello della Posterna. E su questo fronte, venerdì mattina, è stato annunciato l’ennesimo ritardo sul tabellino di marcia. La scadenza di ottobre, già posticipata rispetto alle rassicurazione di una consegna nel giugno scorso, non sarà rispettata. «Il taglio del nastro dell’ultimo stralcio è fissato per la metà del 2013».




