di Chia.Fa.
È approdato al tribunale di Spoleto il maxi processo per associazione a delinquere finalizzata al furto di olio a carico di 36 imputati, alcuni dei quali detenuti, accusati di essere i componenti del cosiddetto ‘Gruppo pugliese’ che tra il 2006 e il 2009 avrebbe messo a segno numerosi colpi in tutta la penisola ai danni di oleifici, compreso uno di Spoleto, a cui avrebbero rubato circa 300 mila euro di olio.
La banda dell’olio Stando alle carte dell’accusa, la banda era organizzata fin nei minimi dettagli e disponeva, attraverso il coinvolgimento di due ditte di trasporti, di autocisterne, camion, trattori, attrezzature come tubi e raccordi, ma anche radio e cellulari utilizzati per comunicare e pianificare nel dettaglio i clamorosi furti messi a segno dal Nord al Sud dell’Italia.
Le accuse Il business stimato dagli inquirenti è di diversi milioni di euro, ricavati curando anche la vendita dell’oro verde sottratto alle aziende finite nel mirino del ‘Gruppo pugliese’, regolato da una gerarchia ben definita con compiti e responsabilità ripartiti tra i componenti della presunta organizzazione. Ai 36 imputati del procedimento in corso di fronte al collegio penale del tribunale di Spoleto, presidente da Emilia Bellina, oltre all’associazione per delinquere e al furto, vengono contestati i reati di ricettazione, appropriazione indebita e simulazione di reato.
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