Foligno, terreni agricoli di pregio in zona Paciana all'asta

di C.F.
Twitter @chilodice»

«Non vendita, ma affitti o concessioni». Mette sul tavolo una proposta alternativa sui terreni in vendita di Giano dell’Umbria, pur non chiarendo come l’Ente dovrebbe coprire il buco di bilancio in conto capitale, praticamente la metà del disavanzo, circa 4.5 milioni di euro, Legambiente che con una proposta di legge regionale ha già gettato i semi per «favorire l’accesso alla terra e promuovere l’agricoltura sociale e la filiera corta».

TUTTO SUL BUCO DI BILANCIO

L’alienazione di Giano La vicenda, come noto, è relativa a circa 160 ettari di terreni e dodici fabbricati che compongono l’azienda agraria San Felice di Giano dell’Umbria di proprietà del Comune e a breve al centro di un bando di vendita, già in un avviso per manifestazione di interesse. L’alienazione è stata stimata intorno ai 4.5 milioni di euro, ma almeno a leggere il Piano di rientro, l’eventuale chiusura dell’operazione non avverrà prima del 2015.

La proposta di legge regionale E Legambiente, dopo aver ricordato i precedenti tentativi di dismissione compiuti dal municipio e mai andati a buon fine, offre una diversa «idea di sviluppo per uscire dalla crisi e creare nuovi volani di crescita». La prospettiva nasce col decreto Monti, che avrebbe previsto la possibilità di «assegnare terre pubbliche senza alienarle», e prende quota con la «proposta di legge regionale, Norme per favorire l’accesso alla terra e promuove l’agricoltura sociale e la filiera corta, presentata dai consiglieri Stufara, Galanello e Barberini».

«Affidiamo senza vendere» In estrema sintesi, nel testo si «prevede l’affidamento delle terre ad uso produttivo e sociale mantenendo la proprietà pubblica, nonché una serie di norme di semplificazione amministrativa per la commercializzazione di prodotti agricoli di qualità». Il progetto, insomma, ha «fini reddituali, ma anche sociali e occupazionali», anche se al momento si sta tentando di vendere Giano per rastrellare 4.5 milioni di euro, tanto quanto è il buco di bilancio di parte capitale. Legambiente è chiaramente contraria: «L’alienazione non è la risposta, ma l’ennesimo regalo al capitale, privatizzare ulteriormente le campagne, producendo latifondi attraverso la svendita ai grandi proprietari terrieri, alla agricoltura intensiva, a un modello agricolo e sociale che non vogliamo».

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