di Chia.Fa.
Un falso allarme bomba dai contorni tutti da chiarire ha rovinato la cena di Natale dedicata alle vittime di Parigi organizzata dalle classi quinte dell’istituto alberghiero di Spoleto e andata in scena mercoledì sera nei locali del vicino convitto.
Falso allarme bomba a Spoleto Qui intorno alle 22 è arrivata un uomo ha segnalato la presenza di un ordigno, mentre poco prima a far scattare i carabinieri era stata una donna domenicana che attraverso i carabinieri di Foligno si era messa in contatto con quelli di Spoleto per riferire di essere stata fermata da una donna di religione musulmana che le ha chiesto il telefono per avvertire le autorità dell’imminente esplosione di una bomba in un ristorante della città del Festival. Inutile dire che nel convitto dell’alberghiero si sono precipitati i carabinieri, gli uomini della squadra volante e anche gli artificieri del comando provinciale dell’Arma, sul posto anche il dirigente Claudio Giugliano e il capitano Marco Belilli.
Evacuate 300 persone Immediatamente la struttura che ospita gli studenti fuori sede dell’alberghiero è stata evacuata, circa 300 le persone allontanate dell’edificio, tra questi i giovani che dormivano all’interno, trasferiti temporaneamente al San Carlo, altra struttura residenziale per studenti, mentre gli ospiti della tradizionale cena di fine anno, quest’anno dedicata alla memoria delle vittime di Parigi, hanno abbandonato in fretta e furia l’edificio di via San Paolo. Gli artificieri hanno quindi compiuto le operazioni di bonifica degli ambienti, passando al setaccio tutti i locali del convitto, comprese le stanze degli studenti, ma tutti gli accertamenti hanno dato esito negativo.
Indagini in corso Contestualmente i carabinieri di Foligno hanno raggiunto in piazza del Grano la donna domenicana che era stata poco prima fermata da quella musulmana. Qui la donna, che stava trascorrendo la serata con altri amici, ha riferito ancora l’allarmante richiesta della donna, avvenuta peraltro di fronte ad altre persone che hanno confermato l’accaduto. Ora le indagini dei militari diretti dal capitano Marco Belilli sono tutte tese a identificare la donna e l’uomo che hanno segnalato la presenza di un ordigno. Come minimo rischiano una denuncia per procurato allarme anche se, nel caso venissero identificati, dovranno spiegare accuratamente l’accaduto.
Twitter @chilodice

non mi sembra un bello scherzo in questo momento