Saracinesche abbassate e luci spente. È una serrata simbolica quella organizzata dai commercianti della città del Festival che mercoledì, al passaggio del corteo degli operai ex-Pozzi, chiuderanno per qualche minuto le proprie attività. Un gesto, fanno sapere, «per manifestare una vicinanza doverosa verso tutti quei lavoratori il cui futuro è quanto meno incerto».
L’indicazione è arrivata dalle due categorie, Confcommercio e Confesercenti, e pure dall’associazione Il Borgo che lunedì, attraverso i propri presidenti, Andrea Tattini, Enrico Morbidoni e Nilde Gambetti, hanno invitato gli esercenti ad aderire all’iniziativa. Le saracinesche saranno abbassate lungo tutte le vie del centro storico, da piazza Garibaldi fino a piazza del Mercato, attraversate dai lavoratori del polo metallurgico di Santo Chiodo, affiancati dagli studenti medi. Dalle 9 del mattino a palazzo municipio tornerà a riunirsi il consiglio comunale, convocato in seduta aperta e straordinaria.
Lanci di uova e farina, la protesta in via Palermo. Il video.
Le immagini della protesta in via Palermo
Le risposte del sindaco Daniele Benedetti. Il video.
Il presidio in piazza Duomo E lunedì mattina, in occasione delle celebrazioni di San Ponziano, patrono della città, una delegazione di lavoratori ha organizzato un presidio in piazza Duomo e atteso l’arrivo dell’arcivescovo Renato Boccardo. Il presule ha incoraggiato gli operai e nell’omelia ha sottolineato: «Proviamo a domandarci: nella nostra società risplende una luminosa esaltazione della dignità dell’uomo? O non ne vediamo piuttosto preoccupanti umiliazioni? Penso alle preoccupanti difficoltà di tanti lavoratori e tante famiglie, penso alla crescente disoccupazione giovanile».
