(foto archivio F. Troccoli)

di C.F.
Twitter @chilodice

Dirigente del carcere si fa assegnare due appartamenti, venti anni per recuperare l’affitto. È un danno erariale da 32 mila euro quello contestato dalla procura della Corte dei Conti di Perugia a un funzionario del Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in servizio nella casa di reclusione di Maiano.

La vicenda Stando alle carte della magistratura contabile, il dirigente non avrebbe mai versato il canone relativo a un’abitazione di proprietà dell’Agenzia del demanio che ha avuto nelle proprie disponibilità e né tanto meno ha abbandonato l’immobile nel momento in cui gli è stato assegnato un secondo alloggio. Alle richieste formali di pagamento dei canoni arretrati avanzate dall’Agenzia del demanio, il dipendente pubblico avrebbe sempre risposto con un secco rifiuto, chiedendo una revisione dei conteggi a suo dire troppo «onerosi» e proponendo compromessi, stando all’inchiesta della procura contabile, sprovvisti di fondamento giuridico.

Danno erariale Complice la condotta del Dap, che per i magistrati della Corte non ha mai agito con fermezza, il calvario amministrativo per il recupero delle somme si è protratto per anni ed è tuttora in corso. In ballo, stando alle carte, ci sarebbe una transazione tra l’amministrazione penitenziaria e l’Agenzia del demanio. Mentre al dirigente del carcere di Maiano la magistratura contabile contesta un danno erariale di 32.071 euro.

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