di Chia. Fa.
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Dopo cinque ore abbondanti di assemblea scandita da schermaglie e accuse reciproche, la lista numero 2 guidata dall’avvocato Massimo Marcucci ha riportato una vittoria schiacciante incassando la fiducia di 544 soci (in proprio e con delega), contro i 299 registrati in favore della lista numero 1 che faceva riferimento ad Aspocredit (12 contrari a entrambe le formazioni e 26 astenuti).
La lista di Marcucci si impone con quasi il doppio dei voti Marcucci, Mario Arcangeli, Pierfrancesco Graniti, Sandro Martinelli, Daniele Betti, Andrea Marzapane, Elena Piselli, Francesco Zeppadoro e Cristiana Ruiz Grazioso saranno quindi i componenti del primo Consiglio d’amministrazione della Spoleto Credito e servizi (Scs) post commissariamento e non più socio di maggioranza di Banca Popolare di Spoleto (Bps), detenendo a seguito dell’aumento di capitale targato Desio soltanto la quota del 12%. Analogo risultato si è avuto per la votazione relativa alla nomina del nuovo collegio dei sindaci, con i revisori collegati alla lista di Marcucci che hanno contato sul sostegno di 523 soci, a fronte dei 297 registrati per la composizione dell’organo di garanzia proposto dagli avversari, a cui si aggiungono 17 voti contrari e 44 astenuti.
LETTURA ESITO DEL VOTO E COMMENTO MARCUCCI (video)
Marcucci: «Faremo il bene di Scs e soci» Poco dopo le 16 alla lettura dei risultati della votazione elaborati dal sistema informatico, a cui si sono affidati i commissari straordinari Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile, l’avvocato Marcucci ha commentato: «Siamo soddisfatti del risultato ottenuto, per noi quello appena eletto è un ottimo Cda, ce la metteremo tutta per fare il bene della Scs e dei suoi soci». Ma per cinque ore abbondanti all’Albornoz Palace di Spoleto si è assistito a schermaglie e accuse reciproche che candidati e sostenitori delle due liste non hanno tardato a lanciarsi. A presiedere l’assemblea il commissario Brancadoro, affiancato da Stabile, dal notaio Valentina Natalini e dalla presidente del comitato di sorveglianza Giuliana Scognamiglio.
L’INTERVENTO DI LEODINO GALLI E LE ACCUSE A FABRIZIO CARDARELLI
Relazione dei commissari su Scs I lavori si sono aperti con l’illustrazione da parte dei commissari della relazione redatta il 9 settembre, che ha confermato le «gravi irregolarità e gravi perdite di gestione» che nel febbraio 2013 portarono all’amministrazione straordinaria. «Ci siamo trovati a fare i conti – ha spiegato Brancadoro – con 600 mila euro di spese correnti e redditi azzerati a causa della mancata distribuzione dei dividendi Bps, debiti per 103 milioni verso Monte Paschi, poi rinegoziati fino a 15 milioni, e debiti verso fornitori per 4 milioni, in buona sostanza – ha concluso – l’esposizione di Scs era quasi il doppio del valore di borsa della quota Bps che si attestava a 60 milioni. Si è quindi proceduto alla messa in liquidazione di tutte le società controllate da Scs e istruito un’azione di responsabilità a carico di ex amministratori ed ex revisori».
L’INTERVENTO DI MASSIMO MARCUCCI
Azione di responsabilità milionaria Circa 18.5 milioni di euro sarebbero stati richiesti per la perdita di valore del titolo Bps, mentre una cifra compresa tra 6.7 milioni e 10.1 milioni per la perdita del controllo dell’istituto di credito e circa 3 milioni per i danni diretti causati dalle operazioni con le partecipate. In questa fase Maurizio Hanke ha annunciato il suo intervento in giudizio nella causa appena incardinata, mentre Leodino Galli, tra gli ex amministratori interessati dal procedimento, ha scagliato pesanti accuse nei confronti del sindaco Fabrizio Cardarelli su cui l’avvocato Salvatore Finocchi si è riservato azioni legali.
L’INTERVENTO DI CARLO UGOLINI E LE ACCUSE AI COMMISSARI
100 euro annui a componenti Cda e minimo previsto ai sindaci L’assemblea all’unanimità ha poi stabilito in 100 euro gli emolumenti annui spettanti al Cda e l’applicazione dei parametri minimi stabiliti dalla legge per quelli del collegio sindacale. I soci si sono poi espressi sul numero dei componenti del Cda, che col voto favorevole di 394 soci e quello contrario di 123 (8 astenuti) è stato stabilito a 9. Dopodiché il commissario Bracandoro intorno alle 13.45, prima della discussione sull’elezione del Cda, ha aperto la votazione a scrutinio segreto. Nella sala dell’Albornoz sono quindi rimasti i protagonisti della sfida, che si sono affrontati a colpi di recriminazioni sugli ultimi anni di gestione, mentre i soci erano in fila per esercitare il proprio diritto di voto e affidare il Cda alla lista di Marcucci e, quindi, aprire una nuova stagione.
