Vincenza Campagnani

di C.F.
Twitter @chilodice

Destinare i due immobili completamente ristrutturati del vivaio di Capezzano (Spoleto) a una comunità di recupero. Questa in estrema sintesi la proposta che l’assessore all’ambiente Vincenza Campagnani ha presentato al consiglio comunale durante la discussione della mozione del Pd.

Rebus sul futuro del vivaio di Capezzano Il sito appena fuori San Martino in Trignano rappresenta un’eccellenza nel panorama umbro e non solo. Qui infatti negli ultimi trenta anni si è fatta moltissima ricerca e sperimentazione sulle specie autoctone, in primis le tartufigene e l’olivo micorizzato, anche grazie alla preziosa collaborazione della facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia. A mettere in crisi la struttura, di proprietà dell’ex Comunità montana ma ora della Regione,  è stata proprio una legge regionale che vieta ai vivai pubblici la commercializzazione ai privati delle proprie produzioni.

Campagnani: «Salviamolo destinando immobili a comunità di recupero» Un limite di particolare rilievo che impedisce al vivaio di Capezzano di fare economia e rischia di far perdere il patrimonio a disposizione, sia in termini di specializzazioni degli operai che di eccellenza produttiva. L’assessore Campagnani in aula ha riferito che recentemente è stata ridefinita la pianta organica e alcuni degli 8 lavoratori del vivaio saranno trasferiti altrove. In questo quadro è maturata la proposta: «Nella proprietà ci sono due ampi immobili utilizzabili che potrebbero essere destinati a finalità sociali, penso a una comunità di recupero che stabilendosi a Capezzano potrebbe sia aiutarci a tenere i conti in pareggio che sviluppare attività in vivaio con i suoi ospiti».

Mozione modificata e approvata L’ipotesi è stata discussa in conferenza dei capigruppo che hanno apportato una modifica che prevede «una forte valorizzazione del patrimonio immobiliare a fini sociali». Nel documento, approvato col voto favorevole di 22 consiglieri comunali, si impegna la giunta guidata dal sindaco Fabrizio Cardarelli «a coinvolgere la Regione e tutti i territori della valle spoletina e Valnerina in un progetto mirato alla salvaguardia del vivaio di Capezzano e delle eccellenze che in anni di ricerca e sperimentazione sono state prodotte al fine di scongiurarne la chiusura e quindi potenziarne l’attività».

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