Fabrizio Cardarelli (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Spoleto fa quadrato intorno all’ospedale. Da una parte c’è l’intervento a muso duro del sindaco Fabrizio Cardarelli che calca la mano sui ritardi che hanno segnato la pubblicazione dei due concorsi per la nomina di altrettanti primari di Chirurgia generale e Anestesia e rianimazione. Dall’altra c’è il Partito democratico che dall’opposizione denuncia un’emorragia di camici bianchi, chiedendo l’intervento dell’Asl Umbria 2.

Sindaco Cardarelli a muso duro con presidente Marini All’indomani della comunicazioni dell’azienda sanitaria con cui sono state rese note le date delle due selezioni, attese il 13 e il 24 marzo, nella città del Festival il clima si fa incandescente. A prendere una posizione netta e inequivocabile è il primo cittadino: «Dopo il dibattito svoltosi nell’ultima seduta del Consiglio comunale, Finalmente l’Asl Umbria 2 si è decisa a comunicare le date, a questo punto Spoleto si aspetta che la nomina dei due primari avvenga entro il 2 aprile, anche perché – mette in chiaro Cardarelli – che nella primavera del 2013 fu proprio la presidente Catiuscia Marini, di fronte al massimo consesso cittadino, a rassicurare la città sulla nomina del primario di Chirurgia, garantendo che il bando sarebbe stato pubblicato entro la fine del mese di maggio di quello stesso anno».

I ritardi per pubblicazione e procedura concorsi Ma non è andata così: «Da quell’incontro sono stati necessari non uno ma ben 18 mesi per avere, il 2 ottobre scorso, la pubblicazione dei bandi per il nostro nosocomio, ma non solo dal 30 ottobre dello scorso anno, data di scadenza prevista per la presentazione delle domande, sono stati necessari altri 47 giorni per la nomina dei commissari e dal 17 dicembre abbiamo dovuto attendere ulteriori 40 giorni per conoscere le date delle selezioni». L’occasione è anche buona per far presente all’Asl Umbria due e in particolare al dottor Fagotti che le festività natalizie non possono essere un paracadute: «Ma se fosse stato lui uno dei partecipanti al bando avrebbe accettato di buon grado una giustificazione di questo genere?».

Pd ci mette il carico Il clima, si diceva, è incandescente. E alla carica dell’azienda sanitaria, e quindi della Regione, si lancia anche il Pd con un tiro che va ben oltre la nomina dei primari: «Non è più possibile sottacere che il San Matteo degli Infermi, pur nella virtuosità dei suoi standard, continua a perdere validi professionisti, mentre quelli che restano sono sottoposti a carichi di lavoro massacranti. Si apprende in questi giorni – prosegue la nota – che un medico dell’unità di chirurgia lascerà il suo posto in pianta organica poiché vincitore di concorso in altra sede e uno o forse due medici dell’unità di anestesiologia hanno deciso di trasferirsi volontariamente altrove con la prima grave conseguenza che si ripercuoterà sul programma della parto-analgesia. E non vorremmo continuare con le gravi carenze di personale che interessano il Pronto soccorso, l’Oncoematologia e la Radiologia. Alla oggettiva gravità di questa situazione, occorre che la risposta della direzione generale della Asl 2 arrivi, compatibilmente con i tempi delle procedure, in maniera decisa e puntuale. È giunto il momento che la Direzione generale della Asl 2 risponda con atti concreti al problema della gestione delle risorse umane, di cui deve disporre l’Ospedale San Matteo degli Infermi. Ma è anche giunto il momento la integrazione dei due poli ospedalieri di Spoleto e Foligno diventi effettiva senza discapito per il primo».

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