di Chiara Fabrizi
Da mesi razziavano il rame delle cappelle cimiteriali e dei casolari disabitati del comprensorio. Ma venerdì notte l’insonnia di un residente ha permesso alle forze dell’ordine di interrompere la lunga serie di furti. Sì, perché è stata una chiamata al 112 nel cuore della notte a far scattare l’operazione congiunta dei carabinieri e della polizia che, in poco meno di due ore, ha assicurato alla giustizia i cinque componenti della famigerata «banda del rame», tutti rumeni in età compresa tra i 20 e i 30 anni.
Il cittadino vigilantes Erano da poco passate le una del mattino quando i carabinieri della locale stazione si sono diretti rapidamente nella frazione di Baiano di Spoleto, nei pressi di un casolare disabitato da tempo. Un’indicazione preziosa che un residente della zona, dopo aver notato i cinque, ha comunicato tempestivamente ai militari. All’arrivo della volante la banda era impegnata nelle operazioni di carico. Il rame delle grondaie dell’abitazione era già stato smontato e i cinque si preparavano a sistemarlo nell’auto per poi darsi alla fuga.
Nascosti tra i cespugli Il primo ad essere individuato, a pochi passi dall’auto e dalla montagna di prezioso materiale, è stato il più «anziano» del gruppo, un rumeno classe ’78. I militari, coordinati dal tenente Giulia Maggi, lo hanno subito bloccato ed identificato. Gli altri quattro, invece, alla vista delle volanti si sono dati alla fuga nella fitta boscaglia che abbraccia il casolare. Le ricerche dei carabinieri si sono fatte serrate e con il passare dei minuti le perlustrazioni si sono concentrate in una zona decisamente più limitata. Ed è qui che i militari hanno pizzicato altri due componenti della banda che, sentendosi braccati e privi di qualsiasi via di fuga, si erano nascosti tra i cespugli.
Altri due al bar a bere birra Gli ultimi due della «banda del rame», invece, sono stati individuati dagli agenti al servizio del vice questore aggiunto Francesca Peppicelli. Sulla base della descrizione fornita dal cittadino vigilantes, gli agenti del commissariato hanno potuto immediatamente identificare i due giovani che, con estrema tranquillità, si erano accomodati al banco di un bar, non distante dal casolare, per consumare una birra.
Continuano le indagini I cinque della «banda del rame» sono stati tutti tratti arresto, ma le indagini delle forze dell’ordine continuano. Sì, perché l’ipotesi è che i cinque siano gli autori di una lunga serie di furti di rame compiuti ai danni di cappelle cimiteriali e di casolari disabitati del comprensorio.

