Spoleto, 23/7 rubinetti a secco in mezza città
Nel mirino di procura e carabinieri finiscono 4 persone

di Chiara Fabrizi

Tre tra dirigenti e dipendenti Vus sono stati denunciati dai carabinieri per inquinamento colposo e ritardi in atti d’ufficio, contestazione, quest’ultima, mossa anche a un dirigente dell’Asl 3. È questa la prima svolta nelle delicate indagini sul caso della contaminazione da batteri fecali su cui il procuratore capo Gianfranco Riggio aveva immediatamente aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando a carico di ignoti il reato di avvelenamento colposo.

Le segnalazioni dei cittadini A dar sostanza all’indagine sono stati gli accertamenti condotti, su delega della procura, dal Nucleo operativo dei carabinieri di Spoleto che nelle ultime quattro settimane ha acquisito documenti, ascoltato addetti del servizio idrico Vus e del dipartimento prevenzione Asl 3. E soprattutto raccolto le testimonianze dei cittadini che per primi avevano segnalato proprio a Vus e all’Asl 3 alcune criticità sulla rete idrica senza però ricevere risposte oggettive.

Ritardi e negligenze Già, perché stando alla ricostruzione sarebbero trascorse circa due settimane dalle sollecitazioni dei residenti all’attivazione delle procedure del caso. «Ritardi e negligenze – scrivono gli inquirenti – che hanno caratterizzato un’incauta gestione dell’evento contingente sia da parte dell’organo deputato alla gestione del servizio (Vus, ndr), sia di quello preposto al controllo (Asl, ndr)».

Assemblea pubblica Vus e Asl 3, almeno per il momento, hanno scelto di non commentare questi primi sviluppi d’indagine, preferendo rimandare all’assemblea pubblica di mercoledì sera, appuntamento per le 21.30 alla palestra di San Martino in Trignano, chiarimenti e precisazioni. A parlare è stato, invece, il sindaco Daniele Benedetti intervenuto per ribadire che Comune e Ati3, di cui è presidente, «sono pronti a costituirsi parte civile».

Occhi puntati sui pozzi Nel frattempo a seguito delle forti piogge degli ultimi giorni la Vus ha isolato dalla rete idrica tutti i pozzi che alimentano l’acquedotto, provvedendo a eseguire clorazioni supplementari e nuovi campionamenti che, stando a quanto risulta, sarebbero conformi. Un’operazione «precauzionale», considerando che nei primi giorni della contaminazione si parlò anche ufficialmente di una possibile infiltrazione ai pozzi di San Nicolò. Pozzi su cui i carabinieri hanno effettuato più di un sopralluogo.

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