di C.F.
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A distanza di quattro anni dal crollo, mercoledì mattina è stato formalmente riaperto il cantiere della chiesa di San Giacomo. A darne notizia è direttamente la Curia arcivescovile che attraverso una nota stampa ha reso noto come in questa fase la ditta incaricata sarà impegnata nella realizzazione delle opere propedeutiche alla ripresa dei lavori veri e propri.
Crollo della chiesa di San Giacomo Si scrive quindi una nuova pagina sul manufatto risalente al XVI secolo che il 23 novembre 2010, durante i lavori di ristrutturazione, è stato interessato da un crollo strutturale che ha portato al cedimento delle volte e delle coperture sia in muratura che in travatura, ma non fortunatamente al danneggiamento del ciclo pittorico Dello Spagna. All’interno della chiesa stavano lavorando quattro operai scampati alla tragedia soltanto grazie all’intuito e all’esperienza del caposquadra che ha portato tutti all’esterno prima del crollo.
Sequestro, inchiesta e processo La chiesa è stata subito posta sotto sequestro dalla procura che ha aperto un fascicolo d’inchiesta e ottenuto il rinvio a giudizio per disastro colposo di sei professionisti, tra tecnici e progettisti, attualmente imputati nel procedimento conseguente. Il dissequestro è arrivato nel novembre 2012 a seguito anche degli appelli che l’arcivescovo Renato Boccardo ha indirizzato all’autorità giudiziaria.
L’attenzione degli abitanti di San Giacomo A seguire con attenzione gli sviluppi della ripresa dei lavori di ricostruzione della chiesa di San Giacomo, la comunità di fedeli residenti nella popolosa frazione. La riapertura del cantiere lungamente attesa è arrivata mercoledì 17 dicembre, dopo che la Curia ha raggiunto gli accordi del caso con l’impresa Cesa, che operava nella chiesa prima del crollo, e con gli enti preposti ad autorizzare gli interventi.
Riprendono i lavori Da qui in avanti ad occuparsi dei lavori sarà la ditta Olindo Cardini, mentre la direzione dei lavori è affidata all’ingegnere Giuseppe Scatolini. «Si auspica che questa nuova tappa del percorso di recupero della chiesa di San Giacomo – si legge nella nota della Curia – motivi gli abitanti della frazione e quanti in questa vicenda hanno ricercato interessi personali e visibilità a contribuire fattivamente alla realizzazione dell’opera».
