Un presidio dei lavoratori Spigadoro (foto U24)

di C.F.

La Spigadoro e la cinquantina di lavoratori tornano a sperare. Sì, perché stando a quanto riferito in seconda commissione dall’assessore regionale Vincenzo Riommi, la famiglia Podella, attuale proprietaria dello storico pastificio, avrebbe completato le operazioni di vendita. A mancare, però, sarebbe ancora il passaggio di proprietà che tuttavia è atteso nei prossimi giorni.

Riommi: «Podella avrebbe concluso operazioni» Ad informare la Regione della presenza di un acquirente, sulla cui identità al momento vige il massimo riserbo, sarebbe stato direttamente l’imprenditore Giuseppe Podella. «Siamo stati informati – ha riferito Riommi in commissione – del completamento delle operazioni di vendita e la prossima settimana, se questo avrà esito positivo, vecchia e nuova proprietà illustreranno il progetto industriale che prevede l’immediata riapertura dello stabilimento con un recupero occupazionale molto simile al precedente. Cosa che dovrà essere fatta eventualmente anche al tribunale di Crotone poiché il prossimo 5 luglio il giudice dovrà concedere i provvedimenti consequenziali».

Riommi: «Comunque in piedi altre ipotesi» Ma l’assessore allo sviluppo economico è tornato a rispolverare anche la lunga serie di trattative che, nei mesi scorsi, si sono animate intorno al noto marchio. «L’auspicio – ha ribadito Riommi – è che queste intenzioni possano realizzarsi concretamente. Se tuttavia il prossimo 5 luglio questo passaggio di proprietà non dovesse aver luogo e se il giudice dovesse stabilire l’applicazione della procedura fallimentare, tutte le relazioni e rapporti evidenziati in questi mesi resterebbero ancora in piedi».

Settimana della verità Comunque vada, dunque, nei prossimi giorni il futuro della Spigadoro, dello stabilimento di Sant’Eraclio e soprattutto della cinquantina di lavoratori un tempo in forze all’azienda sarà chiarito. Il consigliere Massimo Monni (Pdl) ha richiesto, nell’eventualità che non si registrassero novità sostanziali positive la calendarizzazione di una serie di incontri con le istituzioni locali, Sviluppumbria e gli stessi vertici dell’azienda.

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