Gli uomini nel soccorso alpino dell'Umbria in azione

di Ivano Porfiri

Intervento di emergenza per gli uomini del Soccorso alpino e speleologico dell’Umbria per salvare un uomo di 60 anni rimasto incastrato a -50 metri in una grotta a Carpineto Romano, in provincia di Roma.

Ore 9.30 Sono iniziate da poco le operazioni di risalita di M.S., speleologo triestino di circa 60 anni, esperto e noto nell’ambiente, colpito da un masso ad entrambe le gambe, delle quali una fratturata e l’altra è rimasta bloccata dal masso. Dopo aver trascorso l’intera notte nella grotta, assistito da personale medico, nelle prossime 4-5 ore, si prevede che lo speleologo possa essere definitivamente tirato fuori. Sul posto le squadre del corpo nazionale soccorso alpino e speleologico che, per tutta la notte, hanno provveduto ad allargare le parti più strette della grotta per consentire le operazioni di risalita della barella.

50 metri sotto terra Domenica dietro richiesta dei colleghi del Soccorso alpino del Lazio, (V Zona) sono partiti i tecnici del Cnsas Umbria (III Zona), per il soccorso ad un infortunato. L’incidente è avvenuto all’interno della «Grotta dei Guardiani» nel comune di Carpineto Romano (Roma) a – 50 metri, ma la particolare morfologia della grotta, in cui sono presenti molte strettoie, richiede l’intervento di più squadre.

Tutta la notte Dopo una lunga ricognizione, l’uomo è stato raggiunto dal personale medico che ha verificato le sue condizioni, dando quindi indicazioni utili per il recupero. Liberato dal sasso, lo speleologo è stato stabilizzato in tendina in una zona appena sopra al luogo dell’incidente. A tarda notte la situazione era stabile con lui sempre vigile e i due medici insieme allo staff di sostegno che lo stavano riscaldando e intrattenendo, per preservare l’ipotermia. Dato cha le strettoie non consentivano il passaggio della barella, il Gld (Gruppo Lavori Disostruzione) ha lavorato per permettere passaggio nei meandri più stretti. Il trasporto dell’infortunato non è stato possibile con utilizzo di barella standard ma con altre tecniche di risalita decise al momento.

La disostruzione dell'ingrasso di una grotta

Gruppo di 5 persone Era composto da cinque persone (tre maschi e due donne) il gruppo di speleologi che si è calato nella Grotta di Guardiani. Due sono risalti per dare l’allarme, altri due – le ragazze – sono rimaste con il compagno ferito per cercare di assisterlo.

Dall’Umbria in elicottero Sul posto hanno operato i tecnici laziali del Soccorso alpino e intorno alle 18.30 di domenica sono partiti 20 tecnici, 2 tecnici disostruttori ed una squadra speciale, trasportata con elicottero AB 412 del Corpo Forestale dello Stato, tutti appartenenti al Soccorso alpino e speleologico dell’Umbria (Sasu). In totale, sul posto sono intervenuti una quarantina di tecnici del Cnsas di Lazio, Umbria, Abruzzo ed anche il Gld (Gruppo Lavori Disostruzioni) del corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico.

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