Il gup Natalia Giubilei ha rinviato a giudizio l’ex direttore tecnico di Gesenu Giuseppe Sassaroli e altri undici persone tra vertici delle società di gestione dei rifiuti, imprenditori e dirigenti di amministrazioni locali. A quattro anni e mezzo dagli arresti e dai sequestri milionari arriva la prima sentenza sull’inchiesta Spazzatura d’oro che secondo il procuratore capo Raffaele Cantone ha portato alla luce «episodi di inquinamento ambientale gravissimi, riferibili più a ecomafie che a società pubbliche». La notizia è riportata dai quotidiani.
Sassaroli e altri undici a processo Gesenu e Tsa hanno, invece, patteggiato sanzioni rispettivamente di 140 mila e 120 mila euro, con il giudice che ha disposto l’interdizione per entrambe le società a pubblicizzare beni e servizi per i prossimi otto mesi, ma anche la confisca di 366 mila euro per Gesenu e 200 mila euro Tsa. Quasi la metà dei capi di imputazione sono caduti per prescrizione, si tratta prevalentemente di reati ambientali, mentre per alcuni dei protagonisti di Spazzatura d’oro ha retto l’associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo smaltimento illecito dei rifiuti contestata dal pm Valentina Manuali che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza e del Corpo forestale. Dell’accusa più pesante, infatti, deve rispondere anche Sassaroli, difeso dagli avvocati David Brunelli e Chiara Paparello, considerato dagli inquirenti il «dominus», il «motore», «protagonista» e «figura centrale» dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sulla Gesenu.
