Un campeggio (foto archivio)

di Fra. Mar.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Roberto Paglia, il 49enne di Foligno arrestato per aver sparato alla moglie Adela Mihaela Balaie domenica sera in un camping di Marina Palmense. Stamani davanti al gip nel carcere di Fermo, l’uomo, accompagnato dai suoi avvocati David Zaganelli e Fabio Michelangeli, ha scelto la strada del silenzio. A parlare sono invece i suoi due legali che, raggiunti telefonicamente dichiarano: «dobbiamo anche noi capire l’esatta dinamica del fatto, perché ancora non è chiara sul piano investigativo, quindi al momento non possiamo fare altro che aspettare». Il gip in giornata ha convalidato l’arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere. Intanto la donna ferita da cinque colpi di pistola è ancora in gravissime condizioni all’ospedale di Ancona.

La pistola La pistola con cui il pavimentista di Foligno Roberto Paglia ha sparato alla moglie Adela Mihaela Balaie ancora non si trova. I carabinieri di Fermo guidati dal capitano Pasquale Zacheo, l’hanno cercata ovunque, ma quella mezza frase detta a ridosso dell’agguato proprio dall’aggressore, potrebbe essere la chiave di tutto. La pistola l’avrebbe presa qualcuno nei concitati momenti in cui Paglia veniva arrestato e Adela soccorsa.

Paglia colpito al volto Quella stessa pistola sarebbe stata usata da un amico della coppia per fermare e colpire Paglia dopo che aveva sparato alla moglie. Lo avrebbe preso in testa col calcio dell’arma. Questo uomo, non lo stesso con cui la coppia condivideva le spese della roulotte-tenda, potrebbe anche essere stato presente al momento del litigio tra i due coniugi. Anzi potrebbe averne anche preso parte per un sospetto legato alla gelosia di Paglia. Ma è tutto ancora da chiarire.Di certo c’è che l’arma non si trova e che non è ovviamente possibile sapere chi sia il proprietario.

Operata Intanto Adela, ricoverata all’ospedale le Torrette di Ancona, è stata operata al volto ed è in condizioni stabili. I medici non si lasciano andare ad incauti ottimismi, ma la donna dovrebbe salvarsi. Nei prossimi due-tre giorni potrebbero anche estubarla. E allora sarà lei stessa a raccontare agli inquirenti cosa è successo negli attimi che hanno preceduto la furia cieca di Roberto Paglia che ha sparato ben cinque colpi contro la moglie.

Situazione tesa I due si stavano separando, come conferma il loro legale Cristina Santevecchi, stavano facendo una separazione consensuale nonostante la situazione tra i due fosse tesa ormai da molto tempo. La prima denuncia di Adela è infatti del 2012, l’ultima è di poche settimane fa. Sempre per le stesse cose: minacce, ingiurie e lesioni. Roberto era gelosissimo di lei e non voleva che le lo lasciasse.

Assessore «Solidarietà» alla donna ferita è stata espressa da Silvia Stancati, assessore alle politiche di genere del Comune di Foligno, città dove la coppia è residente. «Si condanna con forza il gesto di violenza e si auspica anche una pena esemplare per l’autore del fatto, ha detto la Stancati. Siamo disponibili, con i nostri servizi, per offrire il nostro supporto. Nell’augurarci la sua guarigione, confermiamo il nostro impegno a tutela delle donne attraverso le diverse iniziative attivate in questi anni dall’amministrazione comunale per la sensibilizzazione della popolazione su questo fenomeno».

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