«Pronto sono il maggiore Lettieri, dei carabinieri di Spoleto, mi dovrebbe versare 1.500 euro su una postepay per un’indagine». Questa la truffa compiuta da due uomini e una donna casertani ai danni del direttore di un ufficio postale del comprensorio che, convinto di aiutare i militari ad acciuffare banditi, ha versato la somma richiesta.
Truffa alle Poste Tentativi, era risultato nel novembre scorso, erano stati compiuti anche in altri due uffici dove, però, il personale in servizio non era caduto nel tranello. O meglio, in questi casi alla chiamata del finto ufficiale, identificato come G.V. di 33 anni, dei carabinieri non è seguita quella del fantomatico appuntato a cui si rimandava per i dettagli. In buona sostanza il maggiore chiedeva i 1.500 euro per far fronte a esigenze di giustizia e allo scopo di rendere la recita convincente tagliava corto la telefonata, affermando di essere nel pieno di un’emergenza.
Indagini dei carabinieri Poco dopo entrava in azione il complice, il finto appuntato, P.T. di 62 anni, che ha fornito al direttore i dettagli della prepagata su cui effettuare il versamento. E così il dipendente postale è caduto nel tranello, salvo poco dopo contattare la caserma dei carabinieri e confermare l’avvenuto deposito delle somme. A quel punto, inutile dirlo, è stata per tutti chiara la truffa e le indagini sono scattate immediatamente.
Tre denunce Gli uomini del capitano Marco Belilli sono riusciti a rintracciare la proprietaria della postepay una donna di 40 anni, G.S. le sue iniziali, che nel frattempo aveva provveduto a prelevare poco dopo parte della refurtiva. Indagini successive hanno permesso di identificare tutti i componenti della banda, non nuovi ad aver a truffe che stai male, denunciati per truffa e nei confronti del finto maggiore anche per sostituzione di persona.
