di Francesca Marruco
Si preannuncia un processo battaglia quello iniziato giovedì davanti alla Corte d’assise di Perugia per la scomparsa della studentessa pugliese Sonia Marra. Se infatti i pubblici ministeri Giuseppe Petrazzini e Angela Avila, nel chiedere i testimoni che vorranno ascoltare hanno annunciato che proveranno con i fatti la responsabilità di Umberto Bindella, alla sbarra con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere, i legali dello stesso imputato hanno dichiarato di voler scoprire la verità, che per loro porta in direzione opposta a Umberto Bindella. Per farlo sono state presentate liste lunghissime di testimoni.
GUARDA I VIDEO:
L’INTERVISTA ALLA SORELLA DI SONIA
Le parole dell’accusa «Non è più tempo di parole ma di fatti», ha detto il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini, che immediatamente, citando la poesia di un poeta sul compimento degli anni anche se morti, ha aggiunto «Sonia marra lunedì avrebbe compiuto 30 anni, ma non sappiamo dove si trova». E per questo, secondo il pm, che ha ereditato il fascicolo dai suoi colleghi Claudiani e Isaia, «un omicidio in cui manca il cadavere non è un mezzo omicidio, ma, è un omicidio doppio anzi un omicidio permanente». «Intendiamo dimostrare – ha aggiunto il pm che rappresenta la pubblica accusa insieme alla collega Antonella Avila – che Umberto Bindella e Sonia Marra avevano rapporti da prima dell’estate 2006, e che la stessa Sonia a luglio aveva falsificato un esame per Bindella, che invece ha sempre minimizzato sul loro rapporto».
Le tesi della difesa Per le due legali di Umberto Bindella, Daniela Paccoi e Silvia Egidi, invece le strade che potrebbero portare a scoprire la verità sulla sorte di Sonia Marra sono altre. «Anche noi abbiamo interesse a stabilire la verità – ha detto in apertura del suo intervento Paccoi – e se per il pm è un omicidio per noi è una scomparsa, in cui non c’è nessuna prova dell’omicidio». «Bindella – ha sostenuto ancora il legale – è una persona per bene di buona famiglia, che per colpa di questa accusa è rimasto senza lavoro ed è finito ai margini della società. Inoltre, come vedete è libero, e raramente ho visto persone accusate di omicidio libere al cospetto della Corte d’assise». « Vi vogliamo dimostrare che per i primi due anni dopo la scomparsa di Sonia Marra sono state fatte indagini diverse poi abbandonate». Indagini che per la difesa non avrebbero dovuto essere lasciate da parte. Per questo hanno chiesto di poter ascoltare anche prelati che avevano avuto a che fare con la scuola di Montemorcino dove la Marra lavorava.
Le richieste della difesa E di Sonia Marra, le due legali vorrebbero far emergere la vera personalità, e i veri rapporti che aveva. L’avvocato Paccoi ha anche citato dei contatti che sarebbero intercorsi tra l’utenza di Sonia e altre utenze, una delle quali con la questura di Bolzano il 19 novembre e il 2 dicembre 2006, dopo la sua scomparsa. La difesa ha chiesto quindi quattro perizie: una sui tabulati telefonici, una sulle intercettazioni ambientali e telefoniche, e una sull’hard disk del computer dei carabinieri da cui è stato cancellato il file con i tabulati dell’utenza di Sonia dal primo al 14 novembre 2006, perché secondo alcuni loro consulenti, sarebbe possibile recuperarlo. La corte, presieduta dal giudice Aldo Criuscuolo, a latere Daniele Cenci, ha già accolto questa richiesta della difesa.
Si torna in aula il 31 La prossima udienza è stata fissata per il 31 ottobre. Appena dieci giorni per tornare in aula e ascoltare i genitori e i fratelli di Sonia Marra. Per sentire da loro chi era questa giovane ragazza sparita nel nulla da Perugia nel novembre 2006. Sarà anche il momento per conoscere ancora una volta il profondo dolore di una famiglia che non ha neanche una tomba per piangere la loro cara. Oltre ai familiari di Sonia verranno ascoltati i primi cinque testimoni dell’accusa, che il pm si è riservato di indicare.

