Sonia Marra

di Francesca Marruco

Cinque anni fa più o meno a quest’ora la mamma di Sonia Marra iniziava ad essere molto preoccupata perché la figlia che studiava a Perugia non le aveva telefonato per darle la buonanotte come faceva tutte le sere. E non rispondeva neanche al telefono.  L’aveva sentita il pomeriggio intorno alle 16 e Sonia, realizzerà poi la donna, era «strana». Niente che sul momento destò particolari preoccupazioni. Qualcosa che la sera aveva evocato invece i peggiori incubi. Che presero forma nella notte tra il 16 e il 17 e si materializzarono dal giorno seguente. Da quando cioè di Sonia Marra non si hanno più notizie.

Nessun elemento sulla sua fine Accadeva a Perugia cinque anni fa. In un anonimo appartamento della zona di Elce. O almeno è da lì che Sonia deve essere uscita. O deve essere stata costretta ad uscire. Sul dove e come e come sia avvenuta la sua fine, non esiste neanche la traccia più labile. Inghiottita nel nulla da cinque anni. I familiari hanno sempre scartato l’ipotesi che lei si sia allontanata volontariamente. Per loro è morta. E’ stata uccisa. Ma non hanno neanche una tomba in cui andare a pregarla.

La famiglia cerca la verità Hanno chiesto più e più volte soprattutto per voce della sorella di Sonia, Anna Marra, di essere messi a conoscenza di quanto accaduto a Sonia. Ma chi glielo può dire? Il mese scorso a Perugia è iniziato il processo ad Umberto Bindella, che per la procura è colpevole di aver ucciso Sonia e di aver soppresso il suo cadavere. Per una ipotetica gravidanza indesiderata. Lui, ex guardia forestale di Marsciano si è sempre difeso dicendo di non aver avuto alcuna relazione con lei e di non averle fatto assolutamente nulla. Nelle prime due udienze del processo si è potuto assaggiare il clima rovente che andrà avanti per tutto il procedimento. E il 28 novembre prossimo la deposizione di Anna Marra ne sarà l’ennesima riprova.

Chi ricorda Sonia? Ma intanto di Sonia, mite studentessa di Specchia venuta a Perugia per diventare tecnico di laboratorio, in pochi parlano ancora, se non per le vicende giudiziarie. Invece, prima di quelle, c’è quella umana. Che in un giorno come questo non può non essere ricordata. E allora ecco che accanto alla famiglia della giovane Sonia si materializza l’affetto dell’amministrazione comunale di Specchia.

Specchia chiede verità «Il Comune di Specchia e l’intera comunità-  si legge in una nota- , in questi giorni così delicati per i parenti della ragazza, si stringono ancora una volta vicino al dolore della famiglia. Tutti i concittadini di Sonia non avrebbero mai voluto sentire queste parole, accuse pesanti, che se riscontrate portano ad una amara verità. Non resta che attendere chiarezza sui fatti, ma come ha sempre fatto dal primo giorno, Specchia, la sua gente, continua a chiedere la verità, qualunque essa sia, a gran voce e senza altre angoscianti e strazianti attese»

La polemica «Il Comune di Specchia ringrazia in particolar modo la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” e quei pochi altri media che, in questi anni, non hanno spento i riflettori su questa triste e alquanto dolorosa vicenda. Più volte si è chiesto di parlare di Sonia, in quanto è l’unico modo per arrivare alla verità, l’unico modo per non dimenticarla, l’unico modo per tenerla vicino alla comunità. Non tutti hanno ascoltato, forse presi da altre vicende di clamore internazionale, forse semplicemente perché Perugia è stanca di stare sotto i riflettori per fatti di cronaca nera».

Squarciare il silenzio «Come concittadini, vorremmo che questo 16 novembre fosse l’ultimo che Sonia trascorrerà lontano dalla sua famiglia. Da istituzioni invece, chiediamo di squarciare il silenzio, di smuovere le coscienze di chi sa, di dire una volta per tutte la verità e svelare il mistero su Sonia. Invitiamo a un momento di riflessione l’opinione pubblica: non dimentichiamo Sonia, portiamola sempre nei nostri cuori».

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