di Ivano Porfiri
Soldi per la ricerca contro la sclerosi multipla, per comperare carrozzine. Erano questi i pretesti con cui un gruppo criminale aveva dato vita a una maxi truffa partita da Roma ma ramificata in tutta Italia che mirava a raggirare potenziali donatori creando ad hoc false associazioni benefiche.
L’ordinanza La guardia di finanza di Perugia, coordinata dalla pm Giuseppe Petrazzini, ha smantellato un’associazione per delinquere composta da undici persone, eseguendo altrettante ordinanze di custodia cautelare, di cui cinque in carcere e sei ai domiciliari. I particolari dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dal comandante provinciale della gdf Vincenzo Tuzi e dal capitano Stefano Perillo, comandante compagnia di Perugia.
I finti nomi Il gruppo adoperava nomi di associazioni fittizie simili all’Aism (la cui vicepresidente umbra Adriana Grigi era presente alla conferenza stampa) come Aesm o Smaev. Il gruppo aveva ramificazioni il Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Puglia.
Gli arrestati Agli arresti sono finiti: Tamara Biagetti, romana di 28 anni, considerata a capo dell’organizzazione insieme a Vincenzo Martinelli, originario di Massafra (Taranto) di 29 anni. Erano loro a dislocare chi materialmente raccoglieva i soldi e a stampare e fornire il materiale informativo delle associazioni fittizie. Per la Biagetti sono stati disposti gli arresti domiciliari per motivi familiari, mentre Martinelli è stato destinatario di ordinanza in carcere. In carcere anche: Davide Pagnotta, romano di 34 anni, presidente della Smaev; Vincenzo Ricci originario di Thun (Svizzera) ma residente ad Aprilia (Latina) di 40 anni; Luca Zarù, 39enne di Velletri. Ricci e Zarù sono stati i due pizzicati da “Le Iene” a Perugia; Mario Brancato, 38 anni di Piedimonte Etneo (Catania), capogruppo area centro. Ai domiciliari: Giuliano Senatore, 33 anni di Barletta, a capo dell’area sud; Marco Scarano, 25enne di Torino, capogruppo area nord ovest; Luigi Cortellino, 34 anni di Bisceglie (Bari), capogruppo area nord; Gaetano Maglione, 39 anni di Molfetta (Bari); Roberta De Angelis, romana di 41 anni, presidente del Villaggio Arcobaleno onlus.
Le Iene Le indagini del nucleo mobile della gdf perugina sono durate circa un anno e sono scaturite da una segnalazione al 117 da parte del giornalista Mauro Casciari della trasmissione “Le Iene” che aveva colto sul fatto i truffatori mentre chiedevano soldi di fronte all’ospedale di Perugia. Il blitz fu documentato anche da Umbria24. Casciari aveva seguito i presunti volontari della Smaev fino all’ufficio postale di San Sisto. A quel punto è arrivata la finanza. Da lì le fiamme gialle hanno portato alla luce un’organizzazione molto ben organizzata che, per chiedere soldi, adoperava circa un centinaio di ragazzi, per lo più giovani (la cui posizione è al vaglio degli inquirenti), fornendo loro materiale informativo e false ricevute da rilasciare a chi versava denaro. I soldi venivano subito versati in conti correnti, prosciugati poche ore dopo.
Le intercettazioni «Non dovete farvi scrupoli. Mettetevi di fronte agli ospedali, nei parcheggi e chiedete soldi agli anziani, ai parenti dei malati». Era questo il tono che gli organizzatori del gruppo adoperavano per indottrinare le decine di collaboratori sparsi in tutta Italia che raccoglievano le finte offerte, come testimoniano le intercettazioni telefoniche.
Crimini odiosi «Questa operazione – ha spiegato il comandante della gdf di Perugia Vincenzo Tuzi – al di là delle cifre accertate (circa 60 mila euro in tre mesi) è importante perché smantella un’associazione dedita a crimini particolarmente odiosi, che facevano leva sulla buona fede delle persone e sulla loro voglia di fare del bene».
Diffidare sempre L’esponente dell’Aism ha ringraziato la gdf e soprattutto Mauro Casciari per aver smascherato il gruppo. Grigi ha poi invitato a «diffidare sempre da chi chiede denaro: chiedete sempre di identificarsi e fate domande – ha detto -: i nostri volontari sono seri e preparati anche sulla malattia proprio per non confondersi con questi truffatori». Una dritta è quella di donare solo ad associazioni conosciute e, comunque, chiedere sempre informazioni e la partita iva dell’associazione.


