di Enzo Beretta

L’ex prete finito sotto inchiesta con l’accusa di aver offerto soldi e regali in cambio di sesso a due giovani nega tutto. Lo ha fatto questa mattina nel corso del processo in cui è imputato di prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Massimo riserbo sul contenuto delle sue dichiarazioni considerato che l’istruttoria si svolge a porte chiuse davanti al tribunale collegiale di Perugia. Nel corso della precedente udienza erano stati sentiti durante un’audizione protetta i due ragazzini minorenni presunte vittime delle attenzioni del 76enne, e i loro genitori. L’uomo era stato segnalato alle forze dell’ordine da alcuni genitori di Ponte San Giovanni, i quali si erano accorti che camminava mano nella mano per il quartiere insieme ai due ragazzi. Nonostante l’ex prete avesse lasciato gli abiti talari in seguito a una sospensione a divinis continuava a girare per strada con abbigliamento religioso. Successivamente i due giovani avrebbero raccontato agli investigatori che l’uomo – 71enne all’epoca dei fatti, difeso dall’avvocato Luca Gentili – si era mostrato loro completamente nudo. Nella casa, durante la perquisizione, erano anche stati sequestrati computer e telefoni contenenti video «raffiguranti giovanissimi in età adolescenziale intenti a consumare rapporti sessuali». Sentenza a marzo.

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