di Massimo Colonna
Un avviso di conclusione indagine è stato notificato giovedì mattina dalla procura della Repubblica di Terni al sindaco Leopoldo Di Girolamo in merito a un’inchiesta sulla procedure amministrative inerenti lo smaltimento del percolato della ex discarica di Valle. Inchiesta che vede in totale venti indagati per le stesse contestazioni: si tratta di alcuni esponenti della vecchia giunta e dell’attuale, più tre dirigenti comunali del settore ambiente. La contestazione, da quanto si apprende, dovrebbe riguardare a vario titolo le procedure di assegnazione dei lavori di smaltimento del percolato.
La difesa del sindaco A riferire dell’apertura dell’inchiesta è stato lo stesso sindaco in una nota pubblicata nel primo pomeriggio «in un’ottica di massima trasparenza». «Il provvedimento del pubblico ministero – sottolinea la nota – riguarda i tecnici comunali che hanno avuto un ruolo nelle procedure e gli amministratori comunali che le hanno approvate. Colgo l’occasione – prosegue il sindaco – per sottolineare la massima fiducia nell’operato della magistratura cosi’ come la mia convinzione di aver agito nel rispetto della legge nell’esigenza di affrontare un’emergenza ambientale complessa e difficilmente gestibile. Affronterò con la massima serenità e responsabilità il percorso legale previsto affinché la correttezza mia e dell’amministrazione comunale emerga con chiarezza».
Tutti i nomi Nell’inchiesta dunque finiscono alcuni esponenti della prima giunta del sindaco Di Girolamo ed alcuni dell’attuale. In particolare, oltre al sindaco, Luigi Bencivenga, Libero Paci, Roberto Fabrini, Sandro Piermatti, Maria Bruna Fabbri, Silvano Ricci, Marco Malatesta, Renato Bartolini, Stefano Bucari, Simone Guerra, Emilio Giacchetti, Francesco Andreani, Cristhia Falchetti Ballerani, Carla Riccardi, Giorgio Armillei, Daniela Tedeschi. Avviso di conclusione dell’indagine anche per tre dirigenti del settore ambiente che hanno seguito le procedure tecniche di assegnazione dei lavori, ossia Luciano Sdogati, Maurizio Galli e Marco Fattore.
Le contestazioni I 17 amministratori sono difesi dall’avvocato Laura Crescioni. Secondo quanto ricostruito dalla procura, che lavora tramite gli uffici del procuratore Raffaele Iannella, gli amministratori e i dirigenti, a diverso titolo, avrebbero preso delle decisioni nell’assegnazione dei lavoratori non in regola con l’evidenza pubblica con cui invece dovevano essere definiti. In sostanza il Comune avrebbe assegnato dei lavori tramite una negoziazione diretta, il tutto in un periodo che va dal 2009 al 2015. Passaggio questo finito oggetto di contestazione da parte della procura.
Gli atti e le testimonianze Il quadro accusatorio è differente per le due posizioni comunali coinvolte: le posizioni degli amministratori sarebbero più ‘leggere’ rispetto a quelle dei dirigenti. Nelle carte dell’inchiesta ci sarebbero non solo le documentazioni relative alle decisioni prese dalla giunta sull’assegnazione dello smaltimento, ma anche alcune testimonianze di figure apicali chiamate a raccontare la propria versione dei fatti proprio in merito a quei lavori.
Pd In una nota stampa firmata dal segretario provinciale Emanuele Trappolino e dal comunale Jonathan Monti si legge: «Il Pd di Terni appreso della conclusione delle indagini preliminari in merito alle procedure amministrative inerenti lo smaltimento del percolato della ex discarica di Valle, è fiducioso nell’operato degli amministratori coinvolti che, come dimostrato in vicende precedenti, hanno sempre agito nel rispetto delle regole. Confidiamo che l’azione della magistratura, a cui esprimiamo piena fiducia, confermerà le nostre valutazioni».
Twitter @tulhaidetto

Come tutti i politici del PD il sindaco di Terni nega, nega, nega soprattutto quando il problema lo tocca personalmente.
C’è un indagine in corso, lei pensa che ci siano tutte queste differenze tra partito e partito? Non so la sua idea politica ma ogni giorno leggiamo dichiarazioni inverosimili da esponenti di tutti i partiti, legga le esternazioni di Scilipoti sulle unioni civili o del m5s sulla vicenda di Quarto etc etc
Ha ragione proprio la signora Vincenza. E non si puo’ difendere l’indifendibile!!!!
Conca Ternana con tasso d’inquinamento ai piu’ alti livelli… e il problema e’ dei camini a legna accesi???? Bella battuta! Acciaieria, inceneritore e tutto il resto sono salubri!!!
E diciamolo… l’aria inquinata ternana che entra nell’inceneritore Acea quando esce dai camini e’molto piu’ ossigenata !! Fa sicuramente bene!!