Il colonnello dei carabinieri Angelo Cuneo

di Ivano Porfiri

Crescono, seppur di poco, i reati commessi in provincia di Perugia, soprattutto i furti. Ma, allo stesso tempo, va rimarcato come le percentuali di responsabili scoperti siano nettamente superiori rispetto alla media nazionale. E’ quanto sottolinea il colonnello Angelo Cuneo, comandante provinciale dei carabinieri di Perugia, nel corso della conferenza stampa per il 199° anniversario della fondazione dell’Arma. Occasione colta per un appello particolare.

Alzare la voce «Bisogna alzare la voce e trovare la forza di denunciare quello che avviene all’interno delle mura domestiche, specie le violenze sessuali». Il colonnello Cuneo fa ascoltare la chiamata al 112 di una donna impaurita che si è chiusa in bagno dopo aver subito una violenta aggressione da parte del convivente. «Se si guarda ai fatti di sangue avvenuti in provincia – ha sottolineato – non c’è omicidio di cui non sia stato individuato il colpevole e questo è indice della professionalità dei carabinieri e della polizia di Stato. La gran parte di questi, va detto, è maturata in ambito familiare o comunque tra conoscenti. Per evitare che simili fatti si ripetano è bene che quando accade un fatto violento questo venga denunciato, in modo che le forze dell’ordine possano intervenire anche a scopo preventivo».

Reati in aumento Dai dati divulgati emerge che, dal giugno 2012 al maggio di quest’anno, i delitti denunciati sono saliti da 22.139 a 22.268. Nello stesso periodo sono state arrestate dai carabinieri 912 persone nella provincia a fronte delle 1.067 dell’anno prima, mentre i denunciati sono stati 4.728 a fronte di 5.061.  Nell’ultimo anno gli omicidi sono stati 4, tutti con il responsabile scoperto. Le rapine sono calate: da 205 dell’anno prima a 158 (di cui 61 con responsabile preso)., mentre i furti sono cresciuti da 11.615 a 12.171 (con 636 casi risolti). Recuperato oltre un milione e mezzo di euro di refurtiva. A livello nazionale la percentuale di reati di cui viene scoperto il responsabile è il 18,3, mentre a Perugia del 21,6. Riguardo le rapine, al 14,1% italiano risponde un 38,6 di Perugia, mentre per i furti al 3,2% italiano corrisponde un 4,9% a Perugia.

Reati di droga e overdose Sul totale dei delitti risolti, calano quelli per reati di droga dal 37 al 31%, mentre crescono quelli commessi da stranieri, dal 61 al 65%. Riguardo la droga, gli arresti sono stati 224, 261 le denunce e 421 i segnalati come assuntori. Sequestrati 155,7 kg di droga, di cui quasi 100 di eroina e quasi 50 di hashish. Il laboratorio che analizza gli stupefacenti sequestrati da tutte le forze di polizia, attivo presso il comando provinciale dei carabinieri, ha controllato 2.599 reperti contro i 2.145 dell’anno prima. In calo i decessi per overdose: a fronte dei 19 del 2012 (di cui 11 a Perugia città), nei primi 5 mesi del 2013 sono stati 6 (di cui 3 a Perugia).

Più pattuglie «Nell’ultimo anno – ha spiegato Cuneo – abbiamo aumentato di molto il nostro impegno sul territorio con 5.715 pattuglie rispetto a 4.612 dell’anno prima». Il comandante si è detto «soddisfatto» del numero di mezzi e uomini a disposizione. «Stiamo attuando, a livello nazionale, una razionalizzazione che riguarderà anche l’Umbria – ha specificato – con il passaggio della compagnia di Norcia a tenenza, ma ciò è finalizzato ad accorpare alcuni servizi e dislocare più uomini sul territorio, non il contrario». Certo, c’è anche tra i carabinieri il problema del blocco del turnover, ma ne soffriranno maggiormente altre regioni.

Due patenti al giorno Molto più stretti anche i controlli sulla circolazione stradale. «Vengono ritirate – ha sottolineato il colonnello – 2 patenti al giorno per guida sotto l’effetto di alcol o droghe». Per ciò che riguarda gli incidenti, sono calati da 911 a 799 ma sono cresciuti quelli mortali: da 18 a 20. Aumentate, infine, le misure di prevenzione, come i fogli di via o i rimpatri. «Cerchiamo – ha detto Cuneo – di tenere lontani i possibili autori di reati». Ultima nota sulle infiltrazioni criminali. «Non abbassiamo la guardia – ha affermato Cuneo – ma devo dire che l’Umbria ha un argine molto alto fatto da istituzioni, cittadini e mondo imprenditoriale. Se devo dire che qui c’è la mafia di certo, ad oggi, rispondo di no».

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