Si è spento nella notte tra martedì e mercoledì nel reaprto di ematologia dell’ospedale di Perugia il vicecommissario Roberto Mancini, morto a 53 anni dopo aver lottato per 12 anni contro un linfoma non-Hodgkin, causato dalle sostanze velenose con cui è venuto a contatto nella Terra dei Fuochi. Roberto Mancini, era ricoverato nel reparto di ematologia di Perugia, diretto dal professor Falini. Mancini, che con le sue indagini anticipò di oltre dieci anni quello che poi emerse con lo scandalo della Terra dei Fuochi, aveva fatto un trapianto di midollo osseo, l’unica cura percorribile per la sua grave leucemia. Ad ucciderlo è stata un’infezione polmonare.

A Perugia La moglie e una delle figlie lo hanno assistito fino all’ultimo momento. Per stargli vicino si erano traferite al Centro Chianelli dell’ospedale di Perugia, che ospita i familiari dei malati. Con i dottori del reparto, Mancini aveva stretto un rapporto che andava al di là di quello medico- paziente. E ogni volta che stava meglo, si è appreso presso il nosocomio, era impaziente di poter tornare al suo lavoro.

La notizia La notizia della sua morte è stata data da Change.org,«Roberto non ce l’ha fatta, grazie di cuore a tutti», ha scritto Fiore Santimone, promotore e primo firmatario sulla piattaforma online dedicata alle petizioni della campagna per far si’ che sia corrisposto «un giusto riconoscimento e un giusto indennizzo per il suo impegno, nulla piu’ di cio’ che compete ad un servitore dello Stato, che per lo Stato si e’ ammalato». Roberto Mancini, si legge,«ha svolto un’indagine approfondita per anni sui rifiuti tossici interrati dalla camorra e per seguirne le piste ha respirato, toccato e assimilato i veleni che ne scaturivano. Per questo motivo ha contratto un tumore ai linfonodi contro cui sta combattendo in un letto di ospedale, sottoposto a un trapianto come ultima spiaggia per rimanere in vita».

M5s: funerali di Stato «Il poliziotto che ha scoperto la Terra dei Fuochi è stato ucciso dallo stesso male che ha cercato di combattere. Il primo pensiero va alla famiglia a cui ci stringiamo silenziosamente in un momento di dolore che non trova parole per esprimersi». Lo scrivono i deputati del M5s Camera in un post pubblicato sul blog di Grillo/Parlamento 5 stelle, in cui «chiede e pretende i funerali di Stato per il poliziotto, quale dovuto omaggio e saluto ad uno dei migliori investigatori dei recenti anni. La sua lotta non finisce qui pero’, la porteremo avanti, perche’ la monnezza non siede solo in strada».«Il secondo pensiero- proseguono i parlamentari- e’ che pagheranno tutti i colpevoli, ed e’ una promessa. In questi giorni il Movimento 5 Stelle aveva chiesto ancora una volta un adeguato risarcimento, dovuto, per Mancini. Il cancro che lo ha ucciso e’ diretta conseguenza del suo lavoro d’inchiesta, sia per Polizia di Stato che per la Commissione d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Qualcuno ha pagato? Solo 5000 euro da parte del Ministero dell’Interno, dal Parlamento zero euro. E’ una questione di soldi? No, di dignita’ dello Stato, che sta vicino ai suoi servitori e non li abbandona mai».

Mancini era stato abbandonato «Invece Roberto Mancini e’ morto nell’abbandono dello Stato a cui aveva giurato fedelta’- dicono ancora i deputati- La promessa di una fedelta’ mantenuta fino in fondo, ma non reciproca. Qualcuno, e noi sappiamo i nomi, ha le mani sporche di sangue. Non e’ il momento di essere gentili, diplomatici, ipocriti. Come per i rifiuti, il problema e’ stato coperto per poi trovarci davanti ad un disastro ambientale senza paragoni in Europa. Ecco, in questi giorni i rappresentanti delle Istituzioni, preposte a dare il giusto riconoscimento e risarcimento a Mancini hanno tergiversato, rimandato, chiacchierato. Ora basta. Questi sono omicidi di Stato, e che nessuno si azzardi ad alzare polveroni che confondono i cittadini. Roberto Mancini nel 1996 aveva scoperto tutto sulla Terra dei Fuochi, ben 300 pagine d’indagine. Finite dove? In un cassetto chiuso a chiave. Oggi non permetteremo piu’ questi giochetti di politica affaristica che si arricchisce anche sulla monnezza e sulla pelle dei veri servitori dello Stato».

Cordoglio Boldrini «Esprimo il cordoglio mio e dell’intera Camera dei deputati per la morte di Roberto Mancini, il vicecommissario di Polizia che ha servito con dedizione le istituzioni su un fronte tanto importante e rischioso come quello della lotta alle ecomafie». Cosi’ la Presidente della Camera Laura Boldrini.«Assicuro che la Camera sapra’ essere vicina come e’ giusto alla sua famiglia. Le moltissime firme raccolte dalla petizione in favore di Mancini avevano trovato un primo riscontro nell’istruttoria che l’Ufficio di Presidenza aveva affidato al Collegio dei Questori di Montecitorio. Ancora ieri l’Ufficio di Presidenza e’ tornato a parlarne, ed a breve si giungera’ ad una decisione nel segno della solidarietà».

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