di Fra. Mar.

«In tempi diversi, all’interno del proprio ufficio sito in piazzale Clodio nei locali della procura di Roma, indebitamente induceva ad avere con lui rapporti sessuali i transessuali “Paola”, “Janin”, “Ully”, “Brenda”, “Larissa romana”, “Camilla”, – clandestini e in parte esercenti l’attività di prostituzione (alcuni anche indagati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ed altro, e/o sottoposti a custodia cautelare in carcere)». Sta scritto nel capo d’imputazione, riguardante il reato di concussione, contestato al pubblico ministero di Roma Roberto Staffa, arrestato mercoledì  su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Perugia Carla Giangamboni su richiesta dei magistrati perugini Giacomo Fumu, procuratore capo, e Angela Avila, sostituto procuratore dello stesso ufficio. Secondo l’accusa questi fatti sarebbero accaduti a Roma prima dell’agosto 2011.

Controllava i permessi di soggiorno   Per due transessuali da cui avrebbe avuto favori sessuali, il pm romano Roberto Staffa, avrebbe anche dato «parere favorevole alla scarcerazione» e avrebbe richiesto o «prometteva di richiedere il rilascio di un temporaneo permesso di soggiorno per motivi di giustizia in relazione alle dichiarazioni rese dai suddetti nell’ambito di procedimenti a lui assegnati». Sempre secondo la ricostruzione accusatoria, Staffa avrebbe anche «provveduto alla richiesta di successivi rinnovi ( ogni tre mesi) e personalmente – o per il tramite di terzi  da lui delegati – tenendo “sotto controllo” le scadenze e gli adempimenti relativi, facendo di fatto dipendere la loro posizione di “libero/detenuto”  e “ regolare/ irregolare” sul territorio nazionale dalla di lui volontà, in tal modo abusando della sua qualità o comunque dei suoi poteri».

Sesso per far scarcerare il capo clan  Il pm romano Roberto Staffa sarebbe incorso anche nel reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, perché « in due distinte occasioni», fino al 26 settembre 2012, avrebbe ricevuto « favori sessuali» per «compiere atti contrari ai doveri d’ufficio ed al fine di favorire una parte in un processo penale». «In particolare-  si legge ancora nel documento – assicurava il proprio interessamento per far ottenere la scarcerazione di Omissis,   (noto capoclan romano, ndr) legato da una relazione extraconiugale con Omissis e detenuto presso il carcere di Regina Coeli giusta ordinanza di applicazione di misura cautelare nell’ambito di un procedimento penale a lui assegnato, o comunque per farle ottenere nel frattempo un colloquio con quest’ultimo, a tal fine dando parere favorevole alla sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari presso l’abitazione di Omissis».

Avvisa il trans della perquisizione  E’ anche accusato di rivelazione di segreto d’ufficio, perché  «in qualità di sostituto procuratore violando i doveri inerenti alle sue funzioni e abusando della sua qualità, al transessuale Omissis rivelava notizie d’ufficio che dovevano rimanere segrete o comunque e agevolava la conoscenza». Nello specifico, «avendo già programmato con la collega co – assegnataria del fascicolo di disporre una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del suddetto transessuale” in cui lo stesso “risultava favorire e sfruttare la prostituzione di terzi ( attività di indagine coperta da segreto istruttorio)», «convocava – senza formalità, autonomamente e senza informare la collega – Omissis  che, quale persona informata sui fatti, sentiva da solo a sommarie informazioni all’interno del proprio ufficio, in quella sede ponendogli domande mirate in relazione all’abitazione perquisenda in tal modo consentendogli con la precostituzione di prove a favore  e false dichiarazioni concordate di testimoni, di vanificare la sorpresa  e l’utilità dell’atto programmato».

Interrogatorio venerdì    Intanto Staffa, trasferito a Perugia dopo essere stato arrestato, ha trascorso una notte tranquilla. Staffa, subito sospeso dal servizio, si trova in una cella singola del carcere perugino di Capanne, nell’area nuovi arrivi. Venerdì nel carcere perugino si svolgerà l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giangamboni.