Una vasta perquisizione mirata è stata condotta all’interno del carcere di Capanne tra le 14 del 24 settembre e le 2 del giorno successivo: l’operazione, portata avanti dalla Polizia penitenziaria di Perugia, ha consentito il sequestro di sei telefoni cellulari smartphone completi di sim, strumenti che – è stato sottolineato in una nota della segreteria locale del Sappe, firmata da Giuseppe Gaito – rappresentano un concreto pericolo per la sicurezza sia interna che esterna agli istituti penitenziari.
Accertamenti Gli operatori hanno individuato e recuperato i dispositivi nascosti in diversi punti della struttura. In un caso, come riferito, è stato rinvenuto un telefono occultato persino negli scarichi, circostanza che ha richiesto l’intervento di personale specializzato per il recupero. Il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, ha espresso «un grande plauso e un sentito apprezzamento alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria di Perugia-Capanne che, nonostante la cronica carenza di organico e una dirigenza spesso miope rispetto alle reali esigenze operative, riescono ancora oggi, con spirito di sacrificio, dedizione e abnegazione, a conseguire risultati di assoluto rilievo per la sicurezza del sistema penitenziario e della collettività»
