Da sinistra Giancarlo Costagliola, Antonio Sebaste e Fausto Cardella

di Enzo Beretta

Sequestrati 1,5 milioni di euro ad un 54enne marchigiano condannato nel 2011 per traffico internazionale di cocaina dal Sudamerica. Su richiesta della procura generale di Perugia il Gico della guardia di finanza ha sequestrato una casa ad Ancona, quasi 300 mila euro dal conto corrente bancario, un’auto e una motocicletta Honda di grossa cilindrata. Attraverso una rogatoria internazionale – hanno riferito gli investigatori – sono stati inoltre messi i sigilli ad immobili, terreni e appartamenti in Bulgaria, il Paese d’origine della moglie dell’indagato alla quale «erano stati fittiziamente intestati i beni» prima della «finta separazione».

«Una ricchezza esagerata» Dagli accertamenti è emersa una «sproporzione» tra i redditi dichiarati dall’uomo sin dagli anni Ottanta e quelli a sua disposizione: è stata individuata «una ricchezza decisamente sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati e al tenore di vita» del narcotrafficante che «occultava e reinvestiva i proventi dei reati» fuori dall’Italia. Oltre alla condanna per l’import di droga – gestito dalle cosche della ‘Ndrangheta reggina – il marchigiano era stato condannato per una truffa e per ragioni di competenza territoriale il fascicolo è arrivato in Umbria.

Due generali alla conferenza stampa I dettagli dell’operazione sono stati illustrati stamani nel corso di una conferenza stampa in procura generale alla quale hanno preso parte i magistrati Fausto Cardella e Giancarlo Costagliola, il comandante della guardia di finanza dell’Umbria, generale Antonio Sebaste, il comandante delle Marche, generale Gianfranco Carozza, il colonnello Dario Solombrino delle fiamme gialle di Perugia, il tenente colonnello Vincenzo Conetta del Gico di Ancona, il funzionario giudiziario della procura generale Giuseppina Ballicu e il dirigente amministrativo Lucia Izzo.

La nuova squadra in Procura generale «Prezioso e determinante» è stato definito il contributo dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria appartenenti all’ufficio generale di coordinamento e organizzazione recentemente istituito presso la procura generale. Dell’ufficio interforze fanno parte anche poliziotti e carabinieri: i marescialli Ciro Stabile e Claudio Zeni, l’ispettore Gianluca Giulietti e l’appuntato Oscar Cardone. «Uno dei compiti di quest’ufficio riguarda proprio il contrasto ai patrimoni illecitamente accumulati e l’esame dei fascicoli destinati all’oblio – ha spiegato Cardella -. Certe volte anche dopo le indagini e le condanne c’è un’ulteriore attività da svolgere per recuperare i beni. Contrastare i patrimoni illeciti è un obiettivo prioritario per la guardia di finanza quanto per la procura generale».

«Il crimine non vuole perdere» «E’ necessario colpire le organizzazioni criminali nel cuore dei loro interessi economici e finanziari» ha detto Sebaste. «Ormai purtroppo si è persa l’efficacia deterrente dell’azione penale – ha aggiunto Costagliola -. Attaccare i patrimoni illeciti è l’unica arma efficiente contro il crimine che non sopporta di perdere soldi».

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One reply on “Sequestrate case e moto a narcotrafficante. Perugia, è chiuso il conto con la Giustizia”

  1. Bene, ma magari sarebbe utile spiegare la sostanziale differenza tra sequestrare e confiscare. I beni sequestrati spesso tornano agli (il)legittimi proprietari…

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