«Il teorema accusatorio costruito dalla procura della Repubblica di Terni è stato completamento respinto». Così gli avvocati David Brunelli e Adriana Faloci commentano la sentenza sul processo per l’inceneritore Asm emessa venerdì pomeriggio dal collegio penale del tribunale di Terni che ha condannato a un anno di reclusione per un unico caso di mobbing l’ex direttore generale della società pubblica, Moreno Onori, e assolto dalla medesima accusa Paolo Raffelli, Giacomo Porrazzini, Stefano Tirinzi, Raffaele Antonio Iannotti, e Attilio Amadio, assistiti dai due legali.
Inceneritore Asm, una condanna e cinque assoluzioni In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, gli avvocati Brunelli e Faloci scrivono: «Già nel dispositivo letto dal presidente Zanetti emerge con chiarezza che l’impegnativo teorema accusatorio è stato completamente respinto. Il tribunale di Terni ha escluso che i vertici Asm abbiano agito con la deliberata intenzione di far funzionare l’inceneritore a tutti i costi, accettando anche la conseguenza di devastare l’ambiente ternano e decidendo di emarginare all’interno della struttura coloro che si opponevano a un simile disegno, rendendo frustrante la loro vita lavorativa. Ha inoltre radicalmente escluso – spiegano i due avvocati – che ispiratore di ciò potesse essere il sindaco Raffaelli, che la procura aveva chiamato a rispondere come concorrente in quasi tutti i reati addebitati alla gestione dell’azienda. L’ex sindaco è stato infatti assolto, per estraneità, anche dai reati per i quali il tribunale doveva solo dichiarare l’intervenuta prescrizione, essendo “evidente” che egli non avesse commesso il fatto». Per tutti gli altri è scattata la prescrizione.
«Respinto teorema accusatorio della procura» E poi: «Al termine di un maxi processo durato nove anni – affermano Brunelli e Faloci – con una ventina di imputati e decine di reati anche gravissimi loro contestati, con spese ingenti in termini di personale, mezzi e consulenze, che ha distrutto o condizionato vite, carriere e aspettative di tutti coloro che sono stati coinvolti, il tribunale di Terni ha ridotto la mole delle accuse a una semplice vicenda di contrasto personale tra il direttore generale e un suo sottoposto, riconoscendo nel comportamento del primo estremi di inadeguatezza, per il resto escludendo anche tutte le ipotesi di mobbing e di violazione dei diritti sindacali costruite sulle voci di altri lavoratori insoddisfatti».
Pd: «Spesso dibattito politico su ambiente è strumentale» A commentare la sentenza sull’inceneritore Asm è anche il Pd provinciale e comunale di Terni: «Finalmente, dopo quasi dieci anni, la magistratura competente pone un elemento di chiarezza rispetto alla vicenda giudiziaria legata all’inceneritore di Terni, rimuovendo ombre ingombranti e restituendo serenità e dignità agli amministratori coinvolti, assolti dalle accuse mosse, ma pure alla comunità locale. Troppo spesso – si legge nella nota – negli ultimi anni, anche sull’onda delle vicende giudiziarie legate all’Asm, il dibattito politico intorno alle questioni ambientali è stato piegato a strumentalità, creando distorsioni e acuendo i profili di un tema che merita centralità, insieme però a serietà ed equilibrio. L’auspicio adesso – proseguono i democratici della Conca – è che si possa riportare nella normalità una discussione politica finita decisamente sopra le righe. L’esito positivo del processo, intanto, dimostra la correttezza dell’operato di Raffaelli e delle amministrazioni di centrosinistra da lui guidate. Il Pd continuerà a tenere la questione ambientale in cima alla lista delle priorità e tra le questioni strategiche per lo sviluppo del territorio, con la dovuta attenzione e profondità di analisi e rimarcando il suo impegno per il futuro della città».

Se si passano un paio di settimane fuori Terni, non solo in un luogo di villeggiatura ma anche in un’altra città del centro Italia e poi si rientra a Terni, oltrepassando l’uscita per Amelia appena usciti dal tunnel, si respira immediatamente l’aria fetida di Terni, provate poi ne riparliamo….
il 2015 è stato l’anno doloroso in cui ho preso atto che ho sbagliato tutto nelle mie scelte politiche, la mia famiglia è sempre stata legata ai valori della sinistra, valori che oggi, almeno qui a Terni, io non ritrovo minimamente in questo schieramento politico. Questo 2016 non sarà come tutti gli altri anni però, ho preso coscienza di molte cose e continuerò a informarmi e impegnarmi per poter fare le scelte e adottare comportamenti adeguati alla realtà ternana. E con me vedo tanta gente finalmente uscita dal “COMA”.