di Francesca Marruco
Due ore e mezza di interrogatorio per raccontare la sua verità. Per dire che si è vero che ha venduto l’Mdma a Lamberto Lucaccioni ce gliel’aveva chiesta prima nel parco Vitelli a Città di Castello e poi all’interno del Cocoricò, ma che è altrettanto vero che Lamberto non era nuovo all’uso di quella sostanza e che «più di una volta» si erano «fatti insieme». Ma c’è di più: il giovane avrebbe infatti spiegato che, dopo aver dato quell’ulteriore dose a Lucaccioni all’interno del Cocoricò, il 16enne l’avrebbe a sua volta offerta a qualcun altro.
Indagato T.C., il 19enne tifernate, denunciato per morte in conseguenza di altro reato e spaccio, è stato sentito da gip e pm insieme alla procura di Rimini, invece che sostenere due diversi interrogatori nel giro di poche ore. Il giovane, appena diplomato al liceo scientifico, «ha risposto puntualmente a tutte le domande che gip e pm gli hanno fatto», spiega l’avvocato Gianni Zaganelli che lo difende insieme al figlio Eugenio.
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Riconoscimento Non solo, il giovane si è anche «dichiarato disponibile a riconoscere il giovane meridionale che gli ha offerto una dose al Cocoricò di cui non ha nessun recapito». Ma si è dichirato capace di individuarlo se gli venissero fornite diverse fotografie. Il ragazzo, che è andato a Rimini accompagnato dai genitori, ha pianto parecchie volte durante l’interrogatorio. Forse per il senso di colpa che si porterà dentro per sempre, perché quella roba l’ha presa anche lui e poteva essere morto lui, ma così non è andata.
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SI DIMETTE IL GENERAL MANAGER DEL COCORICÒ
Gli altri spacciatori Gli inquirenti a questo punto dovrebbero mettersi a caccia degli altri due pusher che hanno dato la droga al 19enne. Yunus di Città di Castello e il 26enne meridionale che gli avrebbe dato la dose al Cocoricò.
