A destra Lamberto Lucaccioni

di Francesca Marruco

Dice che all’interno del Cocoricò gli hanno offerto una dose di 0,3 grammi di Mdma a 20 euro. Dice di averla presa «inizialmente per consumarla» e poi di aver deciso di «cederla a terzi», proponendone «l’acquisto a Lucaccioni, incontrato casualmente all’interno del locale, il quale accettava». Potrebbe essere stata questa ultima dose che il 19enne tifernate – denunciato per spaccio e per morte in conseguenza di altro reato per aver ceduto l’Mdma a Lamberto Lucaccioni – ha ceduto alla vittima a causarne la morte.

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Non era la prima volta Lamberto Lucaccioni, aveva già assunto un altro  grammo di Mdma versato – sta scritto nell’ordinanza di misura coercitiva emessa dal gip di Rimini a carico del 19enne tifernate – «in una bottiglietta d’acqua da mezzo litro» che lui e i suoi due amici hanno bevuto mentre andavano al Cocoricò. E, hanno riferito ancora i minorenni, «probabilmente Lamberto ne aveva bevuta di più rispetto ai due amici». «Non era la prima volta che facevano uso di sostanza stupefacente – hanno detto ancora ai carabinieri -, essendo accaduto, specialmente a Lamberto, di assumere Mdma prima di andare a ballare in varie discoteche di Città di Castello». Gli stessi ragazzini, che in realtà pensavano di aver consumato due grammi nella bottiglietta e averne altri due per le mani, hanno poi raccontato di aver buttato l’altro grammo di droga nel parcheggio dopo il malore di Lamberto.

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L’acquisto E, a comprare le droga killer, era stato lo stesso Lucaccioni: «Lamberto – spiega il gip nell’ordinanza – aveva deciso di acquistare 4,3 grammi di Mdma dietro il corrispettivo di 300 euro». Era stato lui «dopo l’acquisto a raggiungere omissis e omissis a Pinarella e gli aveva mostrato lo stupefacente che era suddiviso in due separate dosi da due grammi ciascuna». Gli altri due amici ritenevano il quantitativo di droga «eccessivo», ma poi lo hanno ugualmente preso.

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2 grammi spacciati per 4 L’idea di prendere la droga per la serata al ‘Cocco’, Lucaccioni – secondo quanto detto dal 19enne denunciato – gliel’avrebbe manifestata la sera del 15 o 16 luglio a Madonna del Latte di Città di Castello. Ed è stato proprio lui «ad offrirsi di aiutarlo, sapendo che all’interno del parco di Città di Castello vi erano possibili fornitori». Il giovane denunciato ha poi raccontato di aver trovato un pusher che «il giorno seguente gli avrebbe procurato un quantitativo pari a 2,4 grammi suddiviso in due bustine, dietro il versamento della somma di 240 euro, suggerendo a omissis di raccontare ai suoi amici che si trattava di 4 grammi». Quindi il giorno dopo il pusher ha consegnato i 2,4 grammi per cui il 19enne ha versato 150 euro. E quando ha dato la droga a Lucaccioni «gli ha ribadito che il quantitativo era pari a 4 grammi e si raccomandava di consumarlo quantomeno insieme ad altre quattro persone».

Prezzo maggiorato Il 19enne aveva intenzione di rivenderla a prezzo maggiorato ai tre giovani: infatti, come spiega il gip nell’ordinanza, «inizialmente omissis pensava intendeva chiedere il pagamento di 300 euro (ottenendo così un guadagno di 60-70 euro), poi dopo aver ottenuto lo sconto dal fornitore decideva di chiedere a Lucaccioni 255 euro». E i tre ragazzi alla fine – a cui T.C. nel corso della giornata di sabato ha detto che se non gli avessero dato 300 euro ne avrebbe volute 350 -, in più tranches, con pagamenti fatti a Città di Castello e a Riccione, hanno pagato.

I segnali ignorati Lamberto però ha pagato un prezzo troppo alto. E chissà se fosse stato soccorso prima sarebbe cambiato qualcosa. Forse si. Chissà se quando «dava segnali di malessere già prima di entrare nel locale vomitando addosso all’amico» fosse stato soccorso la sua sorte sarebbe stata diversa. Chissà se invece di «non dare peso alla circostanza» che «Lucaccioni sudava in maniera eccessiva» e attribuire la causa solo alla «temperatura elevata», lo avessero accompagnato alla croce rossa fuori dal locale. Chissà se quando il 19enne che lo ha visto «in stato di leggera alterazione», gli avesse detto di fermarsi invece di vendergli quella dose che avevano offerto a lui cosa sarebbe accaduto.

Giovane inserito in rete spaccio Tanti chissà e tanti se che sicuramente tutti gli amici di Lamberto si sono posti in maniera ossessiva da quando «un conoscente si è precipitato ad informarli che Lamberto stava molto male». E che sicuramente il 19enne, che il gip non esita a definire «soggetto abbastanza inserito nel traffico degli stupefacenti tanto da conoscere luoghi e personaggi da cui potersi rifornire» ma anche «collaborativo» e «sicuramente segnato dal verificarsi del tragico evento mortale che non può non aver placato lo stimolo criminale/ di spaccio presente nell’indagato», si è fatto milioni di volte da quella notte tremenda. Per cui rischia di pagare un prezzo veramente alto. Mai alto quanto quello pagato da un 16enne come tanti che per divertirsi ha scelto di sballarsi con quella roba, che alla fine, gli ha tolto per sempre la possibilità di sperimentare divertimenti meno pericolosi.

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