di Ivano Porfiri e Marco Torricelli

C’è un ombrello dietro e un manganello davanti. Al centro il sindaco Leopoldo Di Girolamo. Sono le nuove immagini sui fatti di Terni, mostrate dal Tgr Rai. Intanto parla colui che viene additato dalla polizia come il presunto aggressore del primo cittadino: un operaio 37enne, padre di due figli.

VIDEO. LA RICOSTRUZIONE DEL TGR UMBRIA

Nuovo video Il tgr Rai ha mostrato un filmato che solleva dubbi sulla dinamica del ferimento del sindaco, in particolare sul fatto che il primo cittadino sia stato colpito dall’ombrello come mostrerebbe il video diffuso dal Corriere.it. Il filmato Rai mostra il sindaco Di Girolamo (però coperto nelle immagini da uno scudo della polizia) che ha dietro di sé l’ombrello in aria ma sembra lontano (pur con i dubbi sulla prospettiva) e davanti a sé, ben più vicino, il manganello brandito da un poliziotto.

Vengano acquisiti L’avvocato del 37enne individuato dalla polizia come colui che avrebbe colpito Di Girolamo, Emidio Gubbiotti, ha formalizzato l’acquisizione dei nuovi video. E lo stesso sindaco ha avanzato dubbi puntando sulla distanza dell’ombrello dal punto dove si trovava lui quando è stato colpito.

‘Consiglio’ straordinario Durante il consiglio straordinario il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha ribadito: «Il problema non è chi ha colpito perché c’è un’inchiesta in corso da parte dei funzionari del ministero dell’Interno che sono in città e, per questo, non farò denunce o esposti nei confronti di nessuno, in quanto non ci sono colpevoli da perseguire sul piano personale. Il problema – secondo Di Girolamo – è politico: non è  mai successo nulla di simile a Terni. Secondo me vanno accertate però le responsabilità perché non posso che ribadire che c’è stata una gestione inadeguata della situazione e questo ha fatto sì che si arrivasse agli scontri. Piena fiducia negli operatori di polizia che garantiscono la nostra sicurezza mettendo a rischio la loro incolumità, ma se si sono dati ordini sbagliati si deve scoprire e dirlo con sincerità».

La procura Sono intanto sette i capi di imputazione contestati all’operaio 37enne di Narni. Lo riferisce il suo legale Emidio Gubbiotti. Le contestazioni sono contro il 37enne in concorso con altri soggetti al momento ignoti. I reati sono: lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, riunione pubblica non autorizzata, lancio pericoloso di cose e interruzione di pubblico servizio. Il legale precisa che il suo assistitito, che è tornato al lavoro, continua a ribadirsi innocente: «Non ci sono evidenze – dice – che il mio assistito abbia colpito Di Girolamo né altri». Gubbiotti ha rimarcato che chiederà agli investigatori di ascoltare in primis il sindaco e poi anche altre persone presenti al momento degli scontri, tra cui l’assessore regionale Vincenzo Riommi, il senatore Gianluca Rossi e alcuni assessori comunali. Il legale ha altresì riferito che sta preparando una memoria difensiva.

VIDEO. TAFFERUGLI E TENSIONE

La questura Nel pomeriggio e nella serata mercoledì, afferma una nota della questura «gli investigatori e gli uomini della scientifica della polizia di stato hanno visionato numerosi filmati con le immagini di quanto accaduto ieri mattina, nel corso della manifestazione degli operai dell’Ast, dinanzi all’ingresso della stazione ferroviaria. Dalle riprese video, è emerso che il sindaco di Terni è stato colpito al capo con il manico di un ombrello da un manifestante. Il manifestante, un uomo di 37 anni privo di precedenti di polizia, è stato rintracciato la stessa sera dagli uomini della Squadra Mobile presso la sua abitazione di Narni. Accompagnato in questura, ha subito riferito di aver partecipato alla manifestazione e di aver fatto un uso improprio dell’ombrello, peraltro rinvenuto e sequestrato all’interno della sua autovettura».

«L’ombrello è mio» Ammette di essere lui la persona ripresa dai video della polizia mentre brandisce un ombrello, ma si dice certo di non avere colpito nessuno, tanto meno il sindaco di Terni, Leopoldo di Girolamo. Si difende così l’operaio 36enne di Narn. L’uomo, assistito dall’avvocato Emidio Gubbiotti ha riferito di aver brandito l’ombrello quando si e’ trovato in mezzo alla calca ma di non aver colpito nessuno. Il suo legale definisce il 37enne come un uomo «tranquillo e sereno», padre di due figli, incensurato. Lavora alle acciaierie di Terni come operaio da circa dieci anni.

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Giallo sull’ombrello Il legale ha anche spiegato che è stato lo stesso 37enne a «mettere spontaneamente a disposizione della polizia l’ombrello e c’è un verbale in cui si può leggere che lo ha consegnato ‘liberamente’» che è poi stato sequestrato. «Lui – aggiunge il legale – afferma con assoluta certezza di non aver colpito nessuno con quell’ombrello. Si è riconosciuto nel video che gli è stato mostrato in questura, ma nega di aver toccato il sindaco. Inoltre tra loro due c’erano almeno un altro paio di persone».  La questura, spiega l’avvocato Gubbiotti, « sta lavorando in maniera impeccabile, ma per accusare qualcuno non basta un video molto interpretabile e, infatti, non ci è stata formalizzata nessuna ipotesi di reato».

Al lavoro L’uomo, riferisce ancora l’avvocato Gubbiotti, «giovedì è regolarmente al lavoro, di secondo turno, alle acciaierie, in quanto nei suoi confronti non è stato preso alcun provvedimento e, al momento, risulta semplicemente sottoposto ad indagine, com’è normale che sia, ma a noi non risulta alcun fascicolo aperto a suo carico».

Il racconto dell’operaio Intanto chi è stato colpito certamente da un manganello è Sergio Lanzini, 50 anni, capoturno del reparto ‘ecologia’ dell’Ast: «Sono stato colpito lontano dalla stazione»: Leggi quil’intervista completa.

VIDEO2. OPERAIO FERITO – VIDEO 3. IL CORTEO 

Di Girolamo: Non doveva succedere» «Non doveva accadere quello che è accaduto. C’era un corteo pacifico da parte di lavoratori che manifestavano per il proprio lavoro e non si può pensare che le preoccupazioni che ci sono possano essere trattate come questioni di ordine pubblico». Lo ha detto ad Agorà, su Rai Tre, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, ferito durante la manifestazione dei lavoratori dell’Ast di Terni. «Non doveva accadere che la tensione salisse e si arrivasse a colluttazioni. – ha aggiunto Di Girolamo – Si poteva tranquillamente accompagnare il corteo e tutto sarebbe finito pacificamente come e’ sempre stato in 60 anni di lotte nella nostra città».

AUDIO, ROSSI: «URGENTE INTERROGAZIONE PARLAMENTARE»

Riommi: «Chiarissimo ciò che è successo» L’assessore Vincenzo Riommi era a pochi centimetri da Di Girolamo: «Quello che è successo è chiaro – afferma il giorno dopo – la verità dei fatti è indiscutibile. Ero vicinissimo al sindaco e insieme anche al senatore Rossi cercavamo di placare gli animi e ho visto quello che ha visto lui». Riommi ribadisce di non aver visto nessun ombrello. «Non voglio generare ulteriori polemiche e mai deve succedere una delegittimazione delle forze dell’ordine, ma proprio per questo dico che la pezza rischia di essere peggiore del buco». Il problema, per l’assessore, è «la gestione complessiva della situazione che ha fatto sì che sia successo ciò che non doveva accadere. Mi auguro che si faccia luce fino in fondo, anche per evitare in futuro che si ripetano simili problemi».

Il problema gestione Secondo indiscrezioni raccolte da Umbria24, era stato comunicato alle autorità che il corteo, dopo la prefettura, si sarebbe diretto verso la stazione. Il problema è nato da una segnalazione ricevuta dalla polizia di possibili infiltrazioni di elementi esterni e pericolosi, che potevano mescolarsi ai manifestanti. Proprio per questo la tensione è salita così velocemente alle stelle. Sarebbe accaduta, dunque, una lettura della situazione condizionata da queste informazioni, che ha fatto degenerare il tutto. Anche su questo è chiamato a riferire il ministro Angelino Alfano.

Cipiccia Il presidente della Camera di commercio di Terni, Enrico Cipiccia, non ha dubbi: «Solo il grande senso di responsabilità dimostrato dai lavoratori dell’Ast ha permesso che non succedesse qualcosa di peggio», durante gli scontri di mercoledì alla stazione. Quanto accaduto, secondo Cipiccia, «ha reso evidente che siamo ormai allo stremo, ad un passo dallo scontro civile, e non sappiamo quale potrà essere il limite di rottura fra equilibrio e scontro». Il territorio e la città, dice il presidente della Camera di commercio, sono «esasperati da anni di incertezze, ma ancora una volta hanno dimostrato di avere un grande senso di responsabilità e maturità civile e culturale». Parole di apprezzamento, poi, Cipiccia le invia al sindaco, «al quale siamo vicini e che, come sempre, si mette alla testa dei cortei che tutelano l’occupazione e che in prima persona ha rischiato e mostrato all’Italia che tutta la nostra città sta soffrendo una situazione non più procrastinabile».

Spagnoli (Consap): «Pagano i poliziotti» Secondo il segretario nazionale del Consap, sindacato degli agenti, «ancora una volta la polizia paga le colpe di una politica cieca e sorda, avendo “dovuto” fronteggiare, per obbligo e certamente non per divertimento, un manipolo di sobillatori e infiltratisi tra i manifestanti che legittimamente e correttamente ieri a Terni manifestavano le loro preoccupazioni e angosce. Viviamo in un paese governato da alcuni politici che prima creano le condizioni per piazze di protesta, poi chiedono le orse dell’ordine la salvaguardia dei diritti dei cittadini e dei loro e quindi appena possono le attaccano come se la responsabilità dei lavoratori che non ce la fanno più ad andare avanti sia da attribuire al loro operato. Addirittura ci strumentalizza, senza averne neanche le prove certe, la figura politica insanguinata per sostenere con più forza che la polizia è violenta e deviare così l’attenzione dal vero problema, che invece è quello della povera gente disperata». Spagnoli, alla luce delle immagini sull’ombrellata, sostiene che «valuteremo con i nostri legali se ci sono estremi per ipotizzare il reato di  diffamazione vero quei poliziotti. Concludo esprimendo a nome personale e della Consap solidarietà al Questore di Terni e vicinanza l sindaco di Girolamo ed ai lavoratori dell’Asp».

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