di Iv. Por.
A volte può bastare un dettaglio come la paura dei cani o un particolare nel vestiario a salvare una vita umana. Purché le informazioni siano utilizzate in modo tempestivo e le ricerche prendano subito la giusta direzione. Dal 1 gennaio 2000 al 30 giugno 2012, sono state 837 le persone scomparse nel perugino, di cui 76 non ancora rintracciate. Da oggi nasce una task force coordinata dalla prefettura chiamata «SO.S. Soggetti Smarriti» che vede in prima linea i vigili del fuoco, le forze di polizia, gli enti locali, la magistratura e le associazioni di volontariato. Tutti coloro che, secondo un piano prestabilito, possano dare un contributo per il ritrovamento degli scomparsi in tempi rapidi.
Tecnologie in campo «Al giorno d’oggi – ha detto il prefetto Vincenzo Cardellicchio durante la presentazione – esistono mezzi e tecnologie di grande raffinatezza che possono essere messi in campo utilmente per la ricerca degli scomparsi, l’importante però è garantire tempestività d’intervento e chiarezza su chi fa cosa. Il piano va in questa direzione, nella consapevolezza che la scomparsa di una persona è un dramma che coinvolge non solo una famiglia ma tutta la comunità, come purtroppo anche la collettività perugina ha tante volte, e anche di recente, sperimentato».
Primo piano in Italia Il piano è fatto di strategie operative che tengano conto anche delle disposizioni contenute nella legge 203 del 14 novembre 2012, appena entrate in vigore. Il documento – il primo adottato in Italia dopo l’entrata in vigore della nuova legge – definisce scenario per scenario l’organizzazione territoriale della rete dei soggetti coinvolti nelle ricerche, le procedure da seguire per ciascuna fase operativa (dall’allarme alla chiusura delle ricerche) ed i ruoli e le responsabilità del personale coinvolto a seconda delle circostanze della scomparsa.
Chiunque può denunciare Elemento innovativo del piano, in coerenza con le modifiche introdotte dalla legge 203, è la denuncia di scomparsa alle forze di polizia o alla polizia locale, che può essere presentata non più solo dai familiari ma da qualunque persona ne sia a conoscenza, consentendo l’avvio immediato dell’attività di ricerca ed il contestuale inserimento dei dati nel centro elaborazione interforze. Altra significativa novità è data dal tempestivo coinvolgimento del Commissario straordinario per le persone scomparse contestualmente all’attivazione del piano di ricerca, nel quale concorrono gli enti locali, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e il sistema di protezione civile, le associazioni del volontariato sociale e gli altri enti, anche privati, attivi sul territorio.
Mezzi di informazione Con il consenso dei familiari interessati, giocano un ruolo importante anche gli organi di informazione, comprese le strutture televisive e radiofoniche specializzate, che hanno esperienza nella ricerca di informazioni sulle persone scomparse, nonché la chiesa o parrocchia di riferimento, coinvolta sulla base di procedure condivise.
La postazione mobile Fiore all’occhiello nella ricerca degli scomparsi è l’Unità di Comando Locale (UCL) dei vigili del fuoco, una postazione mobile di comando e coordinamento particolarmente utile e preziosa. Si tratta di un mezzo che dispone di sistemi di comunicazione radio e telefonici, di supporti informatici per la gestione e le elaborazioni di dati e di cartografie, nonché della tecnologia e dei sistemi TAS (topografia applicata al soccorso). I vigili del fuoco, soprattutto quando le ricerche avvengono in zone impervie, riescono a circoscrivere la zona attraverso mappe satellitari e coordinare le squadre di ricerca. Dalla postazione, inoltre, vengono mantenuti i contatti in tempo reale con gli altri soggetti impegnati sul campo. Al momento sono state già formati 19 vigili del fuoco tra cui tre funzionari tecnici, altri corsi sono in programma nei prossimi mesi.

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