Tuttocuoio-Gubbio del 29 marzo scorso e Gubbio-Santarcangelo del 19 aprile. Nell’inchiesta «Dirty soccer» della procura della Repubblica di Catanzaro che sta indagando su un giro di calcioscommesse, hanno fatto mercoledì il loro ingresso due partite giocate dagli umbri, tanto che la polizia ha consegnato dieci nuovi avvisi di garanzia destinati a giocatori e dirigenti, nessuno dei quali a carico di un tesserato eugubino. I nomi sono quelli di Ercole Di Nicola, direttore sportivo dell’Aquila all’epoca dei fatti; Raffaele Pietanza, uomo di fiducia di Massimiliano Carluccio, già indagato nelle precedenti tranche dell’operazione; Vito Falconieri e Michele Nardi, ex calciatori del Santarcangelo; Felice Bellini, dirigente sportivo, e Sebastiano La Ferla, suo uomo di fiducia; Mauro Ulizio, ex direttore generale del Monza ed ex ‘socio occulto’ e direttore generale di fatto della Pro Patria; Tanja Djodrjevic, persona di fiducia del finanziatore delle combine Uros Milosavljevic; Massimiliano Solidoro, ex collaboratore tecnico del Savona; Andrea Bagnoli, procuratore, agente Fifa e dirigente del Tuttocuoio all’epoca dei fatti.

Le accuse A vario titolo tutti sono accusati di aver partecipato all’alterazione di alcune partite tra le quali, oltre alle due già citate, ci sono Santarcangelo-Ascoli (25 aprile), L’Aquila-Grosseto (3 maggio) e Juve Stabia-Vigor Lamezia (3 maggio). Tutti match di Lega pro, gironi B e C, giocati durante la passata stagione. Alcune delle persone citate si erano già viste consegnare a maggio un altro avviso di garanzia, mentre alle nuove persone sottoposte a indagine è stata contestata la frode in competizioni sportive aggravata dall’essere oggetto di concorsi pronostici e scommesse. L’alterazione del risultato delle partite, infatti, aveva come fine l’illecito guadagnoù conseguente alle scommesse sul risultato delle stesse.

Parla il Gubbio Lette le novità sull’inchiesta il Gubbio è intervenuto con una nota in cui si dice del tutto estranea ad eventuali situazioni relative alle partite disputate, nelle quali si trova suo malgrado coinvolta». La società sottolinea in una nota che «i propri dirigenti e collaboratori, oltre che tesserati della passata stagione, non risultano essere stati raggiunti da alcun avviso di garanzia» e che «nel rispetto dell’attività degli organismi inquirenti, la società – prosegue il comunicato – evidenzia la propria correttezza, trasparenza e lealtà sportiva nell’agire, prendendo con fermezza le distanze da ogni situazione non riconducibile alla propria volontà e responsabilità». Il Gubbio poi ha annunciato inoltre di avere dato mandato per ricorrere avverso la delibera adottata martedì dal Consiglio federale della Figc che dispone la modifica del format dei gironi di Lega Pro stabilito dalle normative vigenti.

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