Maria Gigliola Rosignoli, direttore generale dell'Asl 3

di F.M.

Si sapeva che il cuore pulsante dell’inchiesta Sanitopoli erano quei posti di lavoro per cui padri, zii, e amici chiedevano una spintarella, o una «marchetta», come scriveva la solerte capo di gabinetto dell’ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti, Sandra Santoni nei suoi appunti, finiti in tre cd adesso depositati con l’avviso di conclusioni delle indagini della maxi inchiesta che sta scuotendo una certa parte di potere regionale. Il contenuto dei dischetti, o parte di esso, è riportato stamane dai quotidiani La Nazione e Il Messaggero.

Monsignor Betori Negli articoli si legge di raccomandazioni appuntate in questi dischetti che gli uomini del nucleo investigativo sequestrarono a casa della Santoni nel settembre dello scorso anno. All’interno vi sono appunti anche su prelati come Monsignor Vincenzo Paglia e Monsignor Giuseppe Betori, fino a Massimo D’Alema.  Santoni in merito a Betori scriverebbe, «una questione che riguarda anche la dottoressa Rosignoli in merito ad una segnalazione proveniente da monsignor Giuseppe Betori[…] il bando cui si riferisce monsignor Betori è quello che abbiamo creato per sistemare la moglie del compagno di sant’Eraclio che sta male. Comunque a monsignor Betori devi dire che la scelta di avviare una nuova procedura concorsuale deriva dal fatto che il direttore ha ritenuto che quella esistente, vecchia ormai di diversi anni, non fosse più utilizzabile e che fosse meglio fare una nuova selezione. Il bando uscirà fra qualche mese, e per ora, è solo un posto perché uno ne ha autorizzato la Regione. Nel frattempo però ci saranno anche alcuni pensionamenti per cui la graduatoria potrà essere ulteriormente utilizzata e infine terremo in debito conto la persona che ci ha segnalato affinché si piazzi bene».

L’aiutino Sono in molti a chiedere una sistemazione o un aiutino, c’è il primario che sull’assunzione della moglie che lo accusa di avere le giuste conoscenze ma non usarle si gioca il matrimonio. C’è chi vorrebbe sapere in anticipo le domande del concorso. C’è anche chi come Carlo Liviantoni, ex vicepresidente della giunta regionale e Marco Vinicio Guasticchi, presidente della Provincia, e il presidente di Nestlè premono per sistemare propri congiunti.  Per un concorso a cui partecipano 80 ingegneri, negli appunti della Santoni c’è scritto «non c’è nessuno che ci abbia richiesto qualcosa se non la persona che sai stamattina».

Le reazioni: Dottorini, Idv Immediate le reazioni politiche:  il capogruppo dell’Italia dei Valori, Oliviero di «un quadro di favori e clientele sconcertante. Al di là dei risvolti giudiziari che non sta a noi valutare, è chiaro che pare profilarsi una situazione grave che evidenzierebbe un sistema tutt’altro che trasparente nella gestione di concorsi, appalti e assunzioni». Dottorini evidenzia quindi come i nomi che emergono «chiamano in causa quasi esclusivamente esponenti di un partito, il Pd, che non può continuare ad arroccarsi in un attendismo francamente inconcepibile. C’è una questione morale che si insinua nel nostro tessuto democratico».

Monacelli, Udc Sandra Monacelli, capogruppo Udc,  evidenzia che «una decisione in merito al destino della Rosignoli (direttore generale Asl 3) non può essere più rinviata e si impone nei tempi più brevi possibili. Mi pare che la presidente della Regione sia di questo avviso e la incoraggio ad andare fino in fondo: mai quanto in questo momento occorre dare un segnale di trasparenza alla società».  «Non siamo guidati da giustizialismo nell’esprimere queste considerazioni – spiega Monacelli -, ma chi ricopre certi ruoli deve essere al di sopra di ogni sospetto. Se questo vale per il livello tecnico, ancor più bisogna avere attenzione al livello politico, non certo secondario rispetto all’inchiesta: infatti – conclude il capogruppo centrista -, soprattutto chi ha responsabilità politiche di primo piano ha pari, se non superiori, responsabilità in questa vicenda».

Nevi, Pdl «Quello che continua ad emergere dai verbali dell’inchiesta Sanitopoli è sempre più imbarazzante e fotografa perfettamente il sistema clientelare della sinistra umbra che ha costruito nel tempo una cupola che tutto muove e tutto controlla elargendo favori a ‘compagni in difficoltà, ottenendo in cambio voti e impegno per la ‘causa comune»: lo dice, in una nota, il capogruppo Pdl in Regione, Raffaele Nevi. «Mentre i giornali continuano a pubblicare, il palazzo cosa fa? Nulla!», il capogruppo Pdl in consiglio regionali giudica «sempre più urgente un consiglio regionale ad hoc per discutere di tutto questo e lunedì, nel corso della conferenza dei capigruppo lo solleciteremo, sperando di incontrare un largo consenso: occorre che il consiglio regionale discuta e dia una preciso indirizzo alla presidente per procedere a rimozioni e sanzioni certe».

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