La procura di Perugia ha chiuso le indagini sulla cosiddetta inchiesta ‘Sanitopoli’ che vede 21 persone indagate a vario titolo.
Gli indagati Tra queste l’ex presidente della giunta regionale Maria Rita Lorenzetti, l’ex assessore alla Sanità Maurizio Rosi, ma anche l’ex vicepresidente della giunta Carlo Liviantoni e quel Vincenzo Riommi, dimessosi per le voci sul suo coinvolgimento nell’inchiesta e di recente nominato dalla presidente Catiuscia Marini assessore allo Sviluppo economico (era assessore al Bilancio nel periodo di cui si occupa l’indagine). Confermate le accuse per l’ex capo di gabinetto della presidente Lorenzetti, Sandra Santoni, da pochi giorni investita dal ruolo di dirigente agli Affari generali della Asl 3 proprio da Gigliola Rosignoli, anche lei indagata.
L’inchiesta Partita dalle intercettazioni a David Alpaca, un piccolo imprenditore che cercava appoggi a Foligno, l’inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Sergio Sottani e Mario Formisano e dal procuratore Giacomo Fumu, è arrivata a coinvolgere i vertici dell’Asl numero 3 di Foligno ed alcuni membri della giunta regionale nella passata legislatura. Tutti gli indagati si sono sempre professati estranei alle accuse.
I reati Tra i reati contestati ai 21 indagati, a vario titolo, l’abuso di ufficio, il falso ideologico e materiale, la soppressione o occultamento di atto pubblico, il peculato. Gli indagati avranno ora 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati, per presentare memorie o atti. Poi i pm decideranno se chiederne il rinvio a giudizio o l’archiviazione. La procura ha diviso l’inchiesta in 4 filoni, ognuno con ipotesi di reato diverse in relazione a diversi episodi.
Lorenzetti, Rosi, Santoni e Rosignoli sono accusati in particolare di concorso in abuso di ufficio e falsità materiale per avere alterato la richiesta di autorizzazione all’assunzione di personale predisposta dall’Asl di Foligno nel novembre 2009. Aumentando con una correzione a penna – secondo l’accusa – il numero di dirigenti amministrativi dei quali si chiedeva l’assunzione. Modifica finalizzata – ipotizza la procura perugina – a consentire l’assunzione della Santoni all’Asl di Foligno.
Liviantoni, Rosi e altri devono invece rispondere di falsità ideologica per avere indotto la Giunta regionale ad approvare la delibera numero 46 del gennaio 2009 relativa alla «autorizzazione alle aziende sanitarie locali e ospedaliere ad assumere personale» benché questo provvedimento risultasse «mancante dei suoi contenuti essenziali». In base alla ricostruzione dei pm perugini l’attività istruttoria non era ancora terminata, non essendo pervenute tutte le istanze delle aziende sanitarie dell’Umbria.
Per Riommi e altri funzionari pubblici l’accusa è di abuso di ufficio in relazione alla legge secondo la quale le società a totale partecipazione pubblica come la Webred procedono a reclutare personale secondo principi di trasparenza, imparzialità e pubblicità. Secondo la procura perugina nella selezione di personale da adibire al servizio di front office e data entry presso i punti di prenotazione «era già stato predeterminato» l’esito in quanto l’ex assessore Riommi aveva assicurato i candidati sul superamento della prova.
Vus L’avviso di conclusione indagini, per concorso in abuso d’ufficio, riguarda anche l’allora presidente della Valle umbra servizi Luca Barberini, attuale consigliere regionale del Pd, sempre in relazione ad assunzioni da parte della Webred. Una di queste sarebbe stata «sollecitata» in alcune telefonate alla Rosignoli. La commissione di selezione avrebbe quindi provveduto – secondo l’accusa – a correggere il voto della candidata.

