di Francesca Marruco
La conferma che il filone folignate di Sanitopoli non aveva ancora raggiunto il capolinea, è arrivata martedì mattina quando i militari del reparto operativo di Perugia hanno nuovamente bussato alle porte del Comune di Foligno insieme ai militari della guardia di finanza che invece si sono recati alla sede della Fils. Questa volta sono stati acquisiti i bilanci degli anni 2008, 2009 e 2010 dell’azienda insieme ad altri documenti ritenuti utili alle indagini che potrebbero allargarsi e includere ben presto anche altre persone.
La gestione clientelare «La Fils – scrivevano gli stessi militari dell’Arma nell’informativa che ha dato impulso all’indagine – è stata più volte descritta come un recipiente su cui far confluire le promesse elettorali di posti di lavoro senza badare alla effettiva necessità di procedere alle eventuali assunzioni di operai». La «mala gestio», anche definita «gestione clientelare» dell’azienda al 100 per cento partecipata dal Comune di Foligno, ha prodotto dei buchi di bilancio. «Uomini politici – spiegano ancora i carabinieri – che hanno incarichi di controllo e dirigenza nell’azienda non hanno nessun timore ad affermare che la situazione debitoria della società è da attribuirsi al fatto che nel corso degli anni, si è pensato solamente a utilizzare l’azienda per scopi prettamente politico–elettorali».
Terra bruciata e campagne elettorali E nell’informativa ne riportavano qualche esempio. In un passaggio, il presidente del consiglio comunale di Foligno, Sergio Gentili, parla con il consigliere regionale Luca Barberini e dice: «Bisogna capire che c’hanno ste persone sulla capoccia perché poi richiamo che ci ritroviamo terra bruciata da qui a qualche mese quando andiamo a rifà le campagne elettorali perché voglio dì sulla città non credo che ste cose ormai passano più tranquillamente.. se hai letto i vari articoli che stanno venendo fuori il casino».
500 mila euro di perdita E’ lo stesso sindaco Nando Mismetti poi a parlare della perdita della Fils. Lo fa telefonicamente con Luca Barberini, già indagato dalla procura perugina nell’ambito della stessa inchiesta ma nel filone che riguarda le assunzioni in Webred. Scrivono i carabinieri: «Nando poi fa riferimento alla Fils asserendo che dalle prime valutazioni viaggiano nell’ordine di 400-450 mila euro di perdita, con la cassa integrazione, depurata dalla spesa dei stagionali». Ed è sempre lui nella stessa telefonata a dire ancora a Barberini: «Quella poretta della ragioniera – che rimanga tra me e te – gli ha detto “ma che devo fa, devo dì la verità? Perché i conti non so quelli che avemo mandato”».
Fils La Fils, che sta per Foligno Impresa Sviluppo spa, dopo la ristrutturazione dei servizi pubblici del Comune di Foligno ha in gestione i servizi tecnici e manutentivi dell’ente. Alla Fils lavorano in molti e forse in molti, secondo la logica che guida l’impianto accusatorio, lì dentro ci sono finiti non perché ce n’era bisogno. Tante assunzioni che avrebbero finito col creare una perdita consistente in seno all’azienda stessa. Ipotesi che ora cercano riscontro nei documenti acquisiti. Ipotesi che promettono ancora di suscitare scalpore attorno all’indagine che ha scoperchiato in tutta la sua evidenza il malcostume di una certa politica umbra finita nel registro degli indagati.

