Maria Rita Lorenzetti

di Fra. Mar.

È iniziato mercoledì mattina davanti al tribunale collegiale di Perugia – presidente Restivo, a latere Cenci e  D’Andria – il processo scaturito dalla maxi inchiesta nota alle cronache col nome di sanitopoli. Sul banco degli imputati, ovviamente assenti in aula, siedono tra gli altri l’ex presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti, l’ex assessore Maurizio Rosi, l’ex capo di gabinetto della presidente Sandra Santoni e l’ex direttore generale della Asl 3 Gigliola Rosignoli.

Saranno interrogati Tutti loro, tramite i loro avvocati, hanno chiesto di essere interrogati in aula davanti ai giudici. Hanno intenzione di fare quello che gli è stato impedito in udienza preliminare, e cioé spiegare la correttezza del loro operato. Il collegio ha rinviato il processo al 24 febbraio prossimo.  Al centro di questo filone dell’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Perugia, c’erano delle delibere della Giunta che per l’accusa sarebbero state piegate per volontà personali per stanziare alcuni posti di lavoro alla Asl 3. Per l’accusa, quella delibera era illecita e sarebbe stata piegata ai bisogni di qualcuno.

Il capo d’imputazione Per la procura, gli imputati avrebbero preso accordi per «alterare l’atto di richiesta di autorizzazione all’assunzione portando gli stessi da 3 a 4 mediante una correzione a penna» per creare un posto di lavoro per l’allora capo di gabinetto di Lorenzetti, Sandra Santoni. Gli stessi pubblici ministeri hanno anche chiesto il proscioglimento dell’ex vice presidente della giunta regionale Carlo Liviantoni e, limitatamente ad una sola contestazione, anche per l’imputata Ranocchia.

La delibera Per la procura di Perugia, Maria Rita Lorenzetti e Maurizio Rosi, sarebbero responsabili insieme ad altri di aver «attestato falsamente l’esistenza di presupposti giuridici per l’approvazione della delibera n. 46 del 19.01.2009 da parte della Giunta Regionale dell’Umbria avente come oggetto l’autorizzazione alle aziende sanitarie e ospedaliere ad assumere personale».

Le correzioni Gli stessi, sarebbero anche responsabili di aver «alterato l’atto di richiesta di autorizzazione all’assunzione di personale predisposto dalla Asl 3 modificando il numero dei dirigenti del ruolo amministrativo, portando la richiesta da tre a quattro mediante una correzione a penna, su indicazione dell’assessore Maurizio Rosi, a sua volta sollecitato da Gigliola Rosignoli e da Santoni Sandra, questa ultima risultava la diretta beneficiaria della correzione, atteso che presso la l’aumento di posti da dirigente era finalizzato a consentire la sua assunzione con tale qualifica presso la Asl».

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