La Cassazione ha annullato la condanna all’ex governatore dell’Abruzzo, per il caso Sanitopoli, spedendo le carte alla corte d’Appello di Perugia per un nuovo processo.
L’annullamento Come per Ottaviano Del Turco, la VI sezione penale della corte di Cassazione, l’annullamento della condanna ha riguardato anche Camillo CEsarone e Lamberto Quarta, a tutti per l’accusa più pesante, quella di associazione per delinquere
Corte d’Appello a Perugia La corte d’Appello di Perugia dovrà rideterminare la sanzione e rivedere la condanna che per l’ex governatore, in appello era stata ridotta da nove anni e sei mesi a quattro anni e due mesi. Ma dietro l’angolo c’è l’ombra della prescrizione che maturerà prima della fine del prossimo anno. A Del Turco sono state confermate le condanne per gli altri capi di imputazione connessi alle presunte tangenti nella sanità abruzzese.
La ricostruzione L’inchiesta sulla sanità abruzzese, che portò alla caduta della giunta di centrosinistra – è quanto ricostruito da Repubblica -, culminò il 14 luglio luglio del 2008 nel clamoroso arresto di Del Turco, allora governatore dell’Abruzzo, e di altre nove persone, tra cui assessori e consiglieri regionali, in seguito alle rivelazioni dell’ex patron della clinica Villa Pini di Chieti, Vincenzo Angelini, che in appello fu assolto. Del Turco passò 28 giorni in carcere a Sulmona e, poi, altri due mesi agli arresti domiciliari. Qualche giorno dopo l’arresto si dimise dalla carica di presidente della Regione e, con una lettera, si autosospese dal Pd, di cui era stato uno dei saggi fondatori e membro della direzione nazionale. Nel 2008 i pm parlarono di tangenti per milioni e di un fiume di denaro finito alle cliniche private della Regione. Denaro tuttavia, del quale non é mai stata rinvenuta traccia sui conti di Del Turco né degli altri imputati. Per giunta durante il processo l’entità delle presunte mazzette è stata notevolmente ridimensionata, dai sei milioni e 200mila euro iniziali a 800mila euro. In aula, davanti ai giudici di Cassazione, era presente anche Del Turco che ha seguito tutto il dibattimento. Il suo legale, l’avvocato Giandomenico Caiazza, e le difese degli altri imputati, hanno sottolineato come le accuse siano state mosse da un “bancarottiere seriale”, condannato a più di 20 anni di reclusione per una distrazione di fondi pari a 105 milioni di euro
