Duca, Marini e Tomassoni a Terni

La sanità è «una sicurezza sociale e perciò non può essere tratta come altri settori» quando si parla di tagli. Lo ha ribadito la presidente della Regione Catiuscia Marini illustrando la riforma umbra e la situazione dopo i provvedimenti del Governo a medici, infermieri e sindacati nel corso di un’affollata assemblea che si è svolta oggi pomeriggio nell’aula magna della facoltà di medicina, al polo ospedaliero-universitario di Sant’Andrea delle Fratte. Presenti l’assessore regionale alla Sanità Franco Tomassoni, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, il direttore generale Emilio Duca, il commissario straordinario del Santa Maria della Misericordia Walter Orlandi, il direttore generale della Asl Giuseppe Legato,  e il rettore Francesco Bistoni.

Marini «La Marini – riferisce l’ufficio stampa dell’ospedale – ha detto che domani è previsto un nuovo incontro con il presidente del Consiglio Mario Monti nel quale la Regioni ribadiranno che non accettano tagli lineari e non intendono rinunciare alla salvaguardia del sistema pubblico e universalistico». «Cambiare le lenzuola a un letto d’ospedale – ha sottolineato la presidente – non è un lusso ma una necessità. Dobbiamo comunque compiere un ulteriore sforzo per riallineare i dati delle eccellenze che ci sono in Umbria». La Marini ha ricordato che con l’ipotesi di taglio dei piccoli ospedali, poi rientrata, in Umbria  «si è andati a un passo dall’eliminare metà dei posti letto». «E sarebbe stata una catastrofe» ha aggiunto. La presidente umbra ha infine rivendicato che la Regione con i propri fondi ha salvato diverse scuole di specializzazione di medici.

Tomassoni Di Umbria «virtuosa per storia, qualità assistenza e ricerca» ha parlato anche Tomassoni che ha sottolineato l’integrazione tra aziende ospedaliere e università. Sui punti nevralgici della riforma umbra si è invece soffermato Duca. «Dobbiamo migliorare – ha detto – quello che è già buono, come i dati sulla mobilità dei pazienti verso altre regioni. La sfida è ora meno ricoveri e più assistenza intermedia sul territorio. Penso poi all’ottimizzazione dei 43 sedi di guardia medica dove operano 310 medici. Anche i punti nascita andranno riorganizzati e due o tre andranno chiusi. Ce ne sono sei con meno di 500 parti ogni anno. Una selezione andrà poi fatta con le chirurgie generali».

Boccali, Bistoni e Orlandi Boccali ha espresso condivisione per il riordino della sanità umbra. «Bisogna superare – ha aggiunto – i localismi e le situazioni personali ma guardare il contesto a tutto tondo». «Concorde» con chi lavora sul riordino della sanità anche Bistoni. «E’ necessario guardare avanti e operare – ha proseguito – perché stare fermi significherebbe cadere in una trappola». Orlandi ha espresso soddisfazione per l’ampia partecipazione all’assemblea di oggi. «Conferma – ha sottolineato – quanta attenzione e interesse ci siano anche da parte degli operatori». «Per quanto riguarda gli ospedali del territorio – ha detto Legato – stiamo lavorando da tempo per la riconversione di alcuni e per gli altri a una forte integrazione con le Aziende ospedaliere. Per ciascuno stiamo individuando capacità e mission».

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