Pietra tombale sulla vicenda del collegio studentesco di San Bevignate, a Monteluce, che tante polemiche ha sollevato nel 2014. La sesta sezione del Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, ha rigettato il ricorso proposto dall’Agenzia per il diritto allo studio universitario per l’Umbria (Adisu) e dichiara inammissibili quelli proposti da Tlm costruzioni s.r.l. in proprio e quale capogruppo di associazione temporanea d’imprese, ma anche l’appello incidentale proposto dalla Regione Umbria. La sentenza è stata depositata giovedì 17 dicembre.
Autorizzazione scaduta Tutto ruota intorno all’autorizzazione paesaggistica. Lo stop – ricostruisce la sentenza – è arrivato quando la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria aveva comunicato all’Adisu che i lavori non potevano avere inizio e ne ha inibito la realizzazione, avvisando che il progetto avrebbe dovuto essere ripresentato per la valutazione di compatibilità paesaggistica, risultando il progetto ormai privo della necessaria autorizzazione paesaggistica dalla data del 5 settembre 2013. L’autorizzazione paesaggistica era stata infatti rilasciata dalla Regione in data 4 settembre 2008: era perciò scaduta in data 4 settembre 2013, ai sensi dell’art. 146, comma 4, d.lgs. n. 42 del 2004 secondo cui “l’autorizzazione è valida per un periodo di cinque anni, scaduto il quale l’esecuzione dei progettati lavori deve essere sottoposta a nuova autorizzazione”. Nel corso del giudizio al Tar contro lo stop, l’Adisu rivendicava una proroga di tre anni dell’autorizzazione, ma la giustizia amministrativa, tanto in primo grado, che oggi con il Consiglio di Stato, bocciano la tesi.
Soddisfatto Barelli Soddisfazione viene espressa dal vice sindaco di Perugia, Urbano Barelli, che sottolinea come «il Consiglio di Stato ha confermato quanto ho sostenuto sin dall’inizio e stabilito poi dal Tar Umbria, cioè che i lavori di costruzione dello studentato davanti a San Bevignate non potevano essere iniziati perché l’autorizzazione paesaggistica era scaduta».
