Gli eventi estivi dovranno svolgersi nella più totale sicurezza senza però snaturare il legame con il territorio e con gli enti locali. E’ questa l’indicazione emersa dall’ultimo incontro organizzato in prefettura sulla questione della sicurezza per gli eventi pubblici estivi, in virtù delle difficoltà riscontrate dalle varie amministrazioni locali per attenersi alle nuove disposizioni ministeriali proprio in materia di sicurezza.
Il tavolo La riunione è stata presieduta dal prefetto Paolo De Biagi, con la presenza dei vertici provinciali delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e del Dipartimento del Soccorso Sanitario, con i sindaci di tutti i Comuni della Provincia. «La riunione ha consentito di ribadire – spiega la prefettura in una nota – come le direttive ministeriali non hanno imposto nuovi obblighi ma hanno richiamato quanto previsto da norme già vigenti e reso coerenti limitazioni e obblighi. È risultato evidente che l’applicazione di misure di sicurezza, rese necessarie anche dal contesto internazionale in cui viviamo, può da un lato appesantire l’attività organizzativa ma dall’altro offre ai partecipanti una condizione di più sicurezza e di miglior fruizione.
La collaborazione Dalla riunione è emersa la necessità di proseguire sulla strada di «un atteggiamento di collaborazione tra le autorità competenti che ha finora portato a parametrare le misure di sicurezza alla natura, dimensione, livello della partecipazione e grado di esposizione a rischio delle singole manifestazioni. La collaborazione tra organi statali e enti locali ha consentito lo svolgimento di iniziative, come la Corsa all’Anello di Narni, le Celebrazioni Valentiniane a Terni, il Corpus Domini di Orvieto, senza sacrificare le caratteristiche di tradizione e contenuto degli eventi, garantendo nel contempo sicurezza. Le varie osservazioni sollevate nell’incontro dalle Amministrazioni Comunali, sono state ricondotte nell’ambito dell’impegno collaborativo e della flessibilità che le autorità competenti hanno ulteriormente garantito». In questo senso ai sindaci è stato chiesto di «farsi collettori delle manifestazioni organizzate sui rispettivi territori curando la trasmissione, con anticipo – delle relative pianificazioni di sicurezza agli organi statali preposti alle necessarie verifiche».
La posizione Andes Sulla vicenda interviene anche Ferruccio Taroni, presidente dell’Andes, l’associazione nazionale dei delegati alla sicurezza e degli steward, da sempre impegnati anche in questo tipo di eventi extrasportivi. «Non è sufficiente prendere due steward o due addetti antincendio per organizzare un evento. Servono delegati alla sicurezza formati, non bastano muscoli ed estintori. Andes da sempre – prosegue Taroni – lamenta la necessità di avere delegati alla sicurezza formati in modo idoneo, anche perché non esiste una garanzia che chi fa il piano lo sia perché, per assurdo, chiunque potrebbe stilarlo. Come spesso avviene, nell’urgenza ci si è dimenticati di specificare qualcosa di importante e cioè che la mente del nostro progetto di sicurezza deve essere una mente pensante. Non bastano muscoli ed estintori. Serve un piano sicurezza, uno studio per ogni singolo evento. In questi giorni Andes a Firenze sta formando nuovi delegati per la sicurezza, con la certezza che una corretta formazione possa poi dare un valore aggiunto agli eventi futuri».
