Palazzo del capitano del popolo (foto Fabrizio Troccoli)

di Enzo Beretta

La Corte d’appello di Perugia ha assolto dall’accusa di violenza sessuale il sacerdote don Elvio Re, 67 anni, già condannato in primo grado con rito abbreviato a due anni di reclusione. Il viceparroco di Maria Santissima Annunziata di Giulianova Lido (Teramo), originario di Civitanova Marche, era stato arrestato nel 2013 dai carabinieri di Assisi in seguito alla denuncia di una donna che aveva dichiarato a verbale di essere stata aggredita nella propria abitazione di Santa Maria degli Angeli.

Un mese e mezzo dietro le sbarre In seguito a quella denuncia il parroco è stato detenuto in carcere a Terni per circa un mese e mezzo prima di ottenere gli arresti domiciliari in una struttura religiosa del Tifernate. Stando all’ipotesi accusatoria, completamente annullata dalla recente sentenza, don Elvio Re si era recato nell’abitazione della conoscente e, una volta entrato, si era lanciato su di lei strappandole vestiti e biancheria intima. Soltanto l’intervento di un parente, vicino di casa, allarmato dalla grida della vittima, avrebbe impedito l’abuso. L’imputato, che ha sempre ripetuto di non avere usato alcuna violenza contro la donna, oggi incassa l’assoluzione sperata. Secondo la Corte d’appello il «fatto non sussiste». Al termine del processo il sostituto procuratore generale Giuliano Mignini ha sollecitato l’assoluzione.

«Chiederemo l’ingiusta detenzione» Commentano gli avvocati Simone Pillon e Sara Napoleni: «Era necessaria un’iniezione di giustizia perché quest’uomo è stato infamato e trascinato in una trappola che ha rischiato di comprometterne definitivamente l’autorevolezza. Il nostro cliente – proseguono i legali – venne sospeso dopo i fatti. Ora ragioneremo per avviare la pratica dell’ingiusta detenzione». Conclude Pillon (appena eletto senatore in Lombardia): «Sentenze come queste ci ricordano che ciascuno di noi può essere vittima di errori giudiziari e perdere tutto ciò che ha. Lavoreremo affinché episodi come questo non si verifichino più».

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