Il tribunale penale di Perugia (Foto F. Troccoli)

di Fra. Mar.

Due anni con la sospensione condizionale della pena. E’ questa la sentenza emessa con rito abbreviato nei confronti di don Elvio Re, il sacerdote originario delle Marche arrestato lo scorso anno ad Assisi con l’accusa di violenza sessuale. Lo ha deciso il gup Carla Giangamboni lunedì mattina al termine del processo con rito abbreviato in cui il sostituto procuratore Gemma Miliani aveva chiesto 4 anni di reclusione e la trasmissione degli atti per calunnia perché il sacerdote aveva detto di essere stato oggetto di estorsione da parte della figlia della donna che lo aveva denunciato.

Il fatto Don Elvio era stato arrestato ad Assisi lo scorso settembre,  dopo che una cinquantenne originaria delle Marche come lui, lo aveva denunciato per violenza sessuale. La donna aveva detto di essere stata aggredita nella sua abitazione di Santa Maria degli Angeli. Secondo quanto raccontato ai militari don Elvio, che si era presentato come padre Angelo, l’avrebbe aggredita strappandole i vestiti di dosso e procurandole una contusione alla spalla.

La storia Don Elvio e la donna si sarebbero conosciuti dopo che il prete aveva dato ospitalità e, sembra anche del denaro, alla figlia di lei. Il religioso avrebbe aiutato economicamente anche la donna aggredita che chiamò i carabinieri la prima volta nell’aprile del 2012 quando lui aveva già cercato di molestarla. In quel periodo lei era agli arresti domiciliari e lui avrebbe cercato di molestarla. Lo stesso sarebbe accaduto altre due volte. Sembra infatti che dalle iniziale avances telefoniche, anche se molto spinte, il prete da un certo momento in poi abbia iniziato a  pretendere di più. La donna lo aveva denunciato tre volte nell’ultimo anno e mezzo.

La dfesa del sacerdote in aula Durante l’interrogatorio che il sacerdote ha reso in aula, ha raccontato di non aver usato nessun tipo di violenza nei confronti della donna, e anzi di avere assecondato solo le sue richieste e di essere stato oggetto di estorsione da parte della figlia della donna, che – secondo la sua versione – lo aveva minacciato di rendere pubbliche conversazioni hot che la madre aveva registrato, se non le avesse dato soldi.

Le reazioni «Faremo appello – annuncia il legale del sacerdote Simone Pillon – anche se abbiamo la sospensione condizionale pena. L’impianto accusatorio è stato disconfermato e completamente smontato, il giudice ha confermato lieve entità ed è una così significativa, perché la procura ha esagerato nella ricostruzione che ha fatto. Don Elvio intanto è contento che sia stata riconosciuta la lieve entità , ma è convinto della sua innocenza quindi porteremo sicuramente la cosa in appello». Soddisfatto invece il legale di parte civile Flavio Grassini: «a me bastava che non venissero ribaltati i fatti, come aveva tentato di fare la difesa».

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